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L'opposizione insorge contro la norma anti-rave, Letta: "A rischio la libertà dei cittadini"

Asia Buconi|

Enrico Letta rave

Un impetuoso vento di protesta si è sollevato dalle opposizioni dopo il primo decreto del Governo Meloni contenente la norma anti-rave. L’accusa è che sia un “cavallo di Troia” che, nel punire i rave, va in realtà a ridurre di molto la libertà dei cittadini, inasprendo le pene per chi occupa, chi manifesta in scuole o università o chi prende parte a sit-in sindacali. Nel mirino è finito il comma 1 del nuovo articolo 434-bis del codice penale, che punisce “l’invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica” e che consiste “nell’invasione arbitraria di terreni o edifici pubblici o privati, commessa da un numero di persone superiore a 50, allo scopo di organizzare un raduno”.

Pd, Europa Verde e +Europa contro la norma anti-rave, Letta: “Libertà dei cittadini in discussione”

Uno dei primi a intervenire sulla questione è stato il segretario del Pd Enrico Letta, che su Twitter ha scritto: “Il Governo ritiri il primo comma dell’#art434bis di riforma del Codice Penale. È un gravissimo errore. I #rave non c’entrano nulla con una norma simile. È la #libertà dei cittadini che così viene messa in discussione”, chiudendo il suo post con l’hasthag #NoArt434bis.”

“Ho studiato attentamente la norma sui rave presentata da Meloni e Piantedosi e posso affermare che con questa disposizione i rave non c’entrano nulla, invece verranno colpite le manifestazioni di protesta che possono andare da occupazioni di Università, scuole, mobilitazioni per questioni ambientali, come ad esempio l’occupazione di terreni inquinati, fino ad arrivare ai luoghi dove oggi vivono i braccianti agricoli che sono su terre occupate”, questo quanto scritto in una nota dal co-portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli, che prosegue: “E’ una norma liberticida e fascista che addirittura prevede una pena di sei anni con introduzione di misure restrittive che normalmente si applicano ai mafiosi. Può accadere che a uno studente universitario fuorisede che partecipi ad un’occupazione si notifichi il foglio di via facendogli perdere il diritto di studiare all’università”.

Insorge anche +Europa, col deputato e presidente Riccardo Magi che ha scritto: “La lettura del testo rivela una norma molto diversa dal provvedimento specifico sui Rave che è stato evocato nella conferenza stampa di ieri dalla presidente Meloni e dai suoi ministri. Si tratta di una norma talmente generica e a maglie così larghe che potrà trovare applicazione nei casi più disparati e con grande discrezionalità. Una legge dal sapore putiniano”.

Fratoianni (Si) contro norma anti-rave: “Una decisione rischiosa e pericolosa”

L’appello più accorato è stato forse quello del segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, parlamentare dell’Alleanza Verdi Sinistra, che ha affermato sulla norma anti-rave: “Ieri era un timore, dopo aver letto il testo della nuova norma che hanno introdotto, è una certezza: hanno usato il pretesto del contrasto ai rave per inserire norme con pene pesantissime che potranno essere utilizzate in ben altri contesti. E penso ad esempio ai cortei sindacali dei lavoratori sempre più esasperati, alle mobilitazioni studentesche o alle proteste dei comitati e dei movimenti come quelle che in questi mesi si sono sviluppate a Piombino. Una decisione rischiosa e pericolosa, che può semplicemente avvelenare ulteriormente il clima sociale e politico del Paese”.

“Ormai è evidente dopo solo qualche giorno del nuovo esecutivo: intendono farsi beffa della Costituzione, e preparano per i prossimi mesi una blindatura delle proprie azioni. Mi rivolgo direttamente alla maggioranza e a Giorgia Meloni: ma davvero pensate di governare in questo modo? E all’opposizione a cominciare da Letta e Conte, rivolgo un appello accorato quanto convinto”, conclude Fratoianni: “Serve dall’opposizione una risposta forte e corale. Non credete che a questo punto sia necessaria e doverosa, non solo per coloro che rappresentiamo ma per i valori democratici che reggono le nostre Istituzioni?”.