Politica

L’eterno ritorno in campo di Matteo Renzi

«Oggi un partito è: un leader, la capacità di imporre l’agenda e la comunicazione». Appunto, qualcosa di molto lontano dall’attuale Pd

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Mentre il suo documentario è stato presentato ieri sulla sua pagina Facebook, Matteo Renzi continua a pensare a un nuovo partito/movimento fuori dal Partito Democratico, e proprio in questa ottica andrebbe visto il suo disimpegno dalle primarie del PD:

Per questo, spiega un renziano della prima ora «lui vuole far capire a tutti che è sempre più distante dal Pd». L’ex leader ammira i Verdi tedeschi che vincono in Baviera, il movimento Ciudadanos in Spagna, En Marche! di Emmanuel Macron. «Io – spiegava l’altra sera da Bruno Vespa – dico che la politica vecchia maniera, con le vecchie liturgie, non funziona più».

Con i suoi Renzi si spinge oltre: «Oggi un partito è: un leader, la capacità di imporre l’agenda e la comunicazione». Appunto, qualcosa di molto lontano dall’attuale Pd, con le sue correnti, le infinte liti interne. Meglio parlare agli italiani con un documentario su Firenze, allora, «io faccio il senatore dell’opposizione, cercando di non fargliene passare mezza (al governo, ndr)». Senatore «dell’opposizione». Non dice mai «senatore del Pd», da un po’ di tempo. Ecco allora i comitati civici, ecco i «Cittadini 2019 per la rivoluzione liberale». Ed ecco anche spiegata la decisione di non presentare un candidato renziano al congresso Pd.

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I sondaggi sul partito di Renzi (Il Sole 24 Ore, 11 dicembre 2018)

Quella del partito di Renzi continua a essere un’infinita telenovela senza soluzioni di continuità:

Promette che «rispetterà l’esito del congresso», ma fa di tutto per mostrare il suo disinteresse per quel partito. Nega la scissione, ma anche alcuni dei suoi parlano di gennaio-febbraio come data per il lancio del nuovo partito. La decisione vera non è stata ancora presa, assicura chi ci parla. Ma è un gioco che non piace a Romano Prodi: «Si decida, non può stare sull’uscio».

Ma non piace nemmeno a molti renziani, che si sentono abbandonati: «Sbaglia – dice uno dei suoi – se pensa che caduto questo governo gli elettori torneranno da noi entusiasti». Ma Renzi è convinto: «Il congresso lo facciano loro, io mi occupo di fare opposizione. E ora sono molto più tranquillo»

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