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I nuovi focolai in Italia e il caso del San Raffaele alla Pisana

Dei contagiati nella casa di cura 9 sono dipendenti, 2 esterni – entrambi familiari di operatori sanitari  – e 20 sono degenti, dei quali 18 già trasferiti e 2 in trasferimento allo Spallanzani e nei Covid hospital. Un caso simile in Liguria

san raffaele pisana

Sono saliti a 31 i casi positivi al Coronavirus SARS-COV-2 e a COVID-19 al San Raffaele alla Pisana di Roma. La clinica del Portuense, quartiere a Sud Ovest della Capitale, è stata decretata “zona rossa” dal prefetto, mentre la Asl Roma 3 e le speciali unità dei medici del pronto intervento per l’emergenza Coronavirus, le Uscar, hanno già effettuato oltre 600 tamponi e  dai pre-test se ne attendono ancora di più man mano che arriveranno le risposte dai laboratori che lavorano anche di notte.

I nuovi focolai in Italia e il caso del San Raffaele alla Pisana

La sanità laziale conta che per circoscrivere e tracciare l’intero focolaio nel centro di riabilitazione che fa capo allo stesso gruppo che ha avuto analoghi problemi a Rocca di Papa, Cassino e Montecompatri, i tamponi effettuati saranno almeno duemila, quanti gli abitanti di un paese di provincia.  Dei contagiati nella casa di cura 9 sono dipendenti, 2 esterni – entrambi familiari di operatori sanitari  – e 20 sono degenti, dei quali 18 già trasferiti e 2 in trasferimento allo Spallanzani e nei Covid hospital. È stato confermato il decesso di un paziente anziano affetto da parkinson e diabete,risultato positivo al tampone naso-faringeo. Intanto i NAS indagano su come potrebbe essere avvenuta l’infezione. Spiega il Messaggero:

La pista più battuta è che un manutentore che aveva già lavorato precedentemente nel centro riabilitativo di Rocca di Papa finito sotto indagine della Procura per l’alto numero di decessi e contagi, e sposato con un’operatrice sanitaria, anche lei positiva, possa avere veicolato il virus fino alla Pisana. L’impiego dei dipendenti in più strutture è una delle criticità nella lente degli ispettori. «Il rischio che comportano gli accessi dall’esterno nei presidi sanitari rimane un temacruciale», dice D’Amato.

clinica san raffaele via della pisana

Ieri la Asl 3, con una nota a firma del commissario Giuseppe Quintavalle affermava che «l’ipotesi più accreditata del caso indice è relativa ad alcuni operatori sanitari, ma si resta in attesa della conclusione dell’indagine epidemiologica».  Dal “San Raffaele” sottolineano la «massima collaborazione con le autorità sanitarie», convinti che ad avere importato il Covid sia stato piuttosto uno dei pazienti trasferiti da un altro ospedale, «ci risulta che gli operatori si siano positivizzati dopo i degenti, ma in ogni caso aspetteremo l’esito dell’analisi epidemiologica che dovrebbe concludersi oggi», fanno sapere.

Non a caso è stato, intanto, avviato dalla Asl uno screening anche presso l’European Hospital, struttura di provenienza di alcuni contagiati dove inizierà un periodo di osservazione nei reparti e tutti i degenti e lavoratori saranno sottoposti a tampone periodicamente.

I focolai in Italia

Intanto, mentre l’indice di trasmissibilità RT è sotto l’1 in tutte le regioni italiane (ma la Lombardia è a 0,91), quello della Pisana è uno dei nuovi focolai in Italia. La stessa situazione si è verificata in Liguria, con 29 malati concentrati in una sola casa di riposo, la Santa Marta. Qui il coronavirus ha colpito 20 ospiti su 57, uno su tre, e nove dipendenti. Ad ammalarsi per prima è stata un’anziana, che per una frattura alla tibia era stata ricoverata al San Martino.

focolai covid italia
I nuovi focolai in Italia (Il Messaggero, 7 giugno 2020)

Il Messaggero ricorda ancora che dal 20 febbraio al 20 maggio nelle case di riposo e residenze sanitarie milanesi sono morte 1.273 persone positive al coronavirus. Pesante anche il bilancio per gli operatori: il 40%, a fine aprile, era assente dal lavoro perché accusava sintomi di contagio. I numeri sugli effetti della pandemia nelle rsa sono raccolti in un dossier dell’Ats di Milano e sommando il lodigiano in tre mesi ci sono stati 4.486 morti per il Covid, pari al 59,6% del totale dei decessi.

EDIT ORE 15,50: “L’Irccs San raffaele di Roma, in relazione alle notizie di stampa sull’origine del contagio di alcuni pazienti ed operatori smentisce che ne sia stata accertata la effettiva provenienza ed in particolare che siano stati i propri operatori la causa della diffusione del virus all’interno della struttura in quanto e’ ancora in corso l’indagine epidemiologica alla quale la direzione sanitaria sta prestando la massima collaborazione”. Lo sottolinea in una nota l’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma in merito al focolaio di Coronavirus. “Pur non intendendo scendere in sterili ed inutili polemiche -si legge ancora nella nota- e contrapposizioni strumentali, ribadisce che, contrariamente a quanto riportato nelle comunicazioni regionali, dai dati in possesso della struttura e messi a disposizione della asl sembra emergere una origine derivata dall’invio di pazienti già positivi da parte di alcuni presidi ospedalieri come appare possibile anche dagli approfondimenti che sarebbero stati disposti dalla asl nei confronti di tali presidi. Ogni illazione e conclusione mediatica appare quindi del tutto prematura, pretestuosa e fuorviante. Quanto infine alla citazione nei comunicati e dichiarazioni regionali in merito a presunte “negligenze” della struttura si precisa nuovamente che al contrario sono state scrupolosamente rispettate ed applicate tutte le disposizioni nazionali e regionali emanate al fine della protezione dei pazienti ed operatori dal rischio contagio da Covid 19. Di tali misure rigorosamente rispettate e’ già stata fornita piena evidenza fattuale e documentale alla asl RM 3″. L’irccs San Raffaele di Roma confida, pertanto, “che l’indagine epidemiologica in atto ed alla quale pienamente collabora potrà dimostrare la correttezza dell’operato dell’istituto, smentendo così tali generiche e non dimostrate affermazioni regionali ampiamente riportate da tutti i media con piena riserva della tutela in ogni sede dell’immagine e dell’onore dell’Istituto e dei suoi operatori ai quali va il ringraziamento più sentito per l’abnegazione e lo spirito di servizio e sacrificio sin qui dimostrato”.

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