Economia

Le nuove tasse di Renzi sui risparmi degli italiani

Secondo la propaganda ha tagliato diciotto miliardi di tasse. Nella realtà il governo Renzi è tornato a tassare pesantemente il risparmio degli italiani, alzando o arrotondando le aliquote su molte forme di tutela dei tesoretti delle famiglie. Mentre è sembrata a tutti particolarmente miope la scelta di aumentare la tassazione sui fondi pensione dopo aver parlato per un decennio del secondo pilastro della pensione su cui avrebbe dovuto poggiare l’anziano ritirato e falcidiato dal passaggio dal retributivo al contributivo, conti correnti e depositi vincolati, fondi d’investimento e gestioni patrimoniali, obbligazioni e dividendi subiranno un incremento nella tassazione. L’Espresso in un articolo a firma di Vittorio Malagutti riepiloga le diverse forme di aumenti delle tasse sui risparmi nell’era Renzi:

Il vero salasso a carico dei risparmiatori è un altro. Si chiama imposta di bollo, una sorta di mini patrimoniale sulle attività finanziarie. È stata introdotta nel 2012 sotto forma di un prelievo pari allo 0,1 per cento del valore di tutte le attività finanziarie (esclusi i conti correnti bancari) di proprietà di ogni singolo contribuente. L’aliquota è poi stata ritoccata due volte. Dapprima è salita allo 0,15 per cento (nel 2013) per poi raggiungere la soglia dello 0,2 per cento dall’inizio del 2014. Come dire che un portafoglio del valore di 50 mila euro subirà un prelievo di 100 euro, il doppio rispetto a due anni fa. Aquesta somma vanno poi aggiunte letasse da pagare sui rendimenti o sui guadagni realizzati con la compravendita di prodotti finanziari.