Economia

Il Nobel per l'Economia al teorico della regolamentazione dei mercati

È Jean Tirole, francese ma con un PhD al MIT di Boston, il Premio Nobel per l’Economia 2014. Tirole, che attualmente dirige la Fondazione Jean-Jacques Laffont presso Ecole d’economie de Toulouse, è noto per i suoi studi sui mercati imperfetti e sulla loro regolazione “intelligente”. Le sue opere maggiori sono due libri, largamente utilizzati nelle Università di tutto il mondo: The Theory of Industrial Organization (MIT Press, 1988) e A Theory of Incentives in Regulation and Procurement, scritto con il suo collega Jean-Jacques Laffont (MIT Press,1993). Come sottolinea la nota dell’Accademia delle scienze svedese, la teoria tradizionale ha trattato poco le forme intermedie come gli oligopoli e la loro regolamentazione mentre si è concentrata sui due estremi, il monopolio perfetto e la concorrenza perfetta.
 
JEAN TIROLE, PREMIO NOBEL PER L’ECONOMIA 2014
Prima dei lavori di Tirole e Laffont negli anni ’80, la ricerca nell’ambito della regolazione dei mercati era indirizzata a individuare una qualche regola generale che valesse per qualsiasi settore o industria. Ad esempio i tetti per i prezzi dei monopolisti o la proibizione di accordi orizzontali tra concorrenti, mentre era considerata ammissibile quella tra diverse imprese in punti diversi della catena del valore. In parole semplici, si pensava che accordi tra due produttori di automobili fossero male, mentre tra un produttore di auto e uno di gomme fossero bene. Tirole ha mostrato che non sempre è così e che differenti industrie vanno regolate in modo diverso. Ad esempio, la cooperazione nell’ambito dei brevetti è generalmente positiva. Le continue litigation tra Apple e Samsung in questo ambito ci dicono in effetti che la situazione opposta è ben poco desiderabile per il consumatore finale e per il benessere generale.
 
IL TEMA DELLA REGOLAMENTAZIONE DEI MERCATI
Il tema della regolamentazione è diventato particolarmente importante nell’era delle privatizzazioni degli anni ’90, quando a posizioni dominanti o veri e propri monopoli pubblici si sono sostituiti i privati. Tirole inoltre si è interessato delle “piattaforme”, come Google, Facebook e altri servizi web, che non fanno pagare i loro utenti nonostante il servizio abbia costi notevoli. In effetti essi regalano la piattaforma e realizzano profitti sulle app e la pubblicità. Il prezzo pari a zero, serve ad allargare la base degli utenti, il che aumenta il valore della piattaforma (effetto rete), permettendo di ottenere di più da inserzionisti e venditori di applicazioni. Regalare da un lato, insomma, permette maggiori profitti dall’altro. Tirole ha contribuito a costruire un nuovo impianto teorico, basato sull’idea che il regolatore non possiede una conoscenza perfetta dei mercati. La principale conclusione è che il regolatore – lo Stato – dovrebbe regolare i diversi mercati attraverso un insieme di contratti. All’interno di tale insieme, le imprese dovrebbero essere libere di scegliere quale specifico contratto adottare. In questo modo si ottiene il meglio di entrambi gli estremi, vale a dire la totale centralizzazione della regolamentazione e la sua totale assenza, che si affida completamente alle decisioni decentralizzate degli agenti. Anche il buon senso, insieme a innumerevoli esempi pratici, dicono che la la migliore delle politiche è sempre una via di mezzo tra il controllo centrale e l’anarchia, non solo in Economia. A Tirole il merito di averlo dimostrato rigorosamente.