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Nezha Lareq: la candidata con il centrodestra che ama Salvini e la condanna per sequestro di persona

neXt quotidiano|

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Nezha Lareq è candidata alle comunali a Reggio Calabria nelle liste di Antonino Minicuci, candidato sindaco per il centrodestra. La Lareq è di origini marocchine e qualche giorno si era prodigata di complimenti per Matteo Salvini. Tanto che la pagina social della Lega aveva riportato le sue parole. Ma Nezha Lareq ha una condanna in primo grado per sequestro di persona.

Nezha Lareq: la candidata con il centrodestra che ama Salvini e la condanna per sequestro di persona

La Lareq, come riporta Lacnews24.it, ha dichiarato di apprezzare Salvini e le sue idee sull’immigrazione: «Ho deciso di candidarmi con Minicuci Sindaco e ho sempre pensato che gli africani vanno aiutati a casa loro. Apprezzo di Salvini che non vuole tragedie in mare e che i migranti siano regolari, perché non tutti scappano dalle guerre e non tutti sono brave persone». La Lega con grande delicatezza ha ripreso le sue parole facendo leva sulle origini della candidata in Calabria:

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Chissà però se la Lega sa che Nezha Lareq è un personaggio noto anche per alcune foto con un’arma pubblicate sul suo profilo, ora rese private. Sorride con un fucile mitragliatore tra le mani e un giubbotto antiproiettile. Si tratta di un fucile di scena, e in effetti fa molta scena. E chissà se pubblicherà anche la notizia sulla condanna in primo grado di Nezha Lareq per sequestro di persona. I fatti sono avvenuti nel novembre del 2017: lei e altre tre donne, anche loro condannate “Secondo l’accusa, erano partite dalla provincia di Reggio Calabria, dove risiedono, alla ricerca di una loro connazionale che hanno poi raggiunto a Vibo in piazza Spogliatore. Alla vista della donna, le quattro marocchine avrebbero iniziato ad aggredirla percuotendola anche con un ombrello per poi farla salire con la forza sulla loro auto all’interno della quale proseguivano nell’aggressione strappandole i capelli e minacciandola di morte (riferendole testuali parole: Ti ammazzo, mi hai preso mio marito, ti porto a Reggio e ti ammazzo”), oltre a rubarle 650 euro in contanti e monili vari”. Il processo è avvenuto con rito abbreviato e ora dovrà essere fissato l’appello.  E pensare che Nezha Lareq si definisce un’attivista per i diritti umani e i diritti delle donne e ha fondato l’Associazione Culturale Donne Arabe di Calabria “per diffondere il rispetto della donna e la libertà religiosa nel rispetto delle persone”.

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