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Nel giorno delle Consultazioni, spunta il nome di Gennaro Sangiuliano al Ministero della Cultura

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Gennaro Sangiuliano

Un nome molto vicino ai partiti di destra, come confermato dalla sua partecipazione alla convention milanese di Fratelli d’Italia e alla festa della Lega. Lui è, attualmente, direttore del TG2 ma con il cambio di governo – e il consueto e classico riassetto interno in quel di viale Mazzini – potrebbe ben presto essere promosso alla guida del TG1. A meno che Gennaro Sangiuliano non finisca nella rete del totoministri. Perché nel giorno in cui il centrodestra unito – almeno nelle intenzioni – sarà ricevuto al Colle da Sergio Mattarella per le Consultazioni, la figura del giornalista è stata inserita nell’elenco dei papabili capi di uno dei dicasteri. E per lui potrebbero aprirsi le porte del Ministero della Cultura.

Gennaro Sangiuliano alla Cultura, l’ultimo nome nel totoministri

Come riporta Il Corriere della Sera, da Fratelli d’Italia arrivano conferme sulla lista dei Ministri che la coalizione di centrodestra porterà all’attenzione e alla valutazione del Presidente della Repubblica (dopo che avrà conferito il mandato a Giorgia Meloni). Ci sono ancora dei dubbi, qualche piccola smussatura di quegli spigoli che si sono palesati nel corso delle prime 4 settimane di trattative tra i partiti.

E in quell’elenco ci sarebbe anche anche Gennaro Sangiuliano, indicato come prossimo Ministro della Cultura. L’attuale direttore del Tg2, avrebbe superato nelle gerarchie il nome di Giordano Bruno Guerri (indicato nei giorni scorsi). Sarà lui il successore di Dario Franceschini? Fonti di Fratelli d’Italia non hanno smentito, ma sono emerse alcune perplessità sul fronte Carroccio. La Lega, come noto, stima molto il giornalista e l’eventuale no a questa candidatura sarebbe dettata dalla gestione dei vertici dei telegiornali della televisione pubblica.

Perché Matteo Salvini reputa Sangiuliano la figura adatta per la direzione del Tg1, con la promozione diretta dal Tg2 alla rete ammiraglia che potrebbe concretizzarsi nel corso dei primi mesi del nuovo governo di centrodestra. Perché il suo nome fa parte di quelli che potrebbero essere i protagonisti dell’ennesima rivoluzione (seguendo i classici cliché elettorali) e del nuovo riassetto del comparto informativo di casa Rai.

(foto IPP/Matteo Rossetti)