Opinioni

Napoli radioattiva

L’ospedale Mater Salutis di Legnago, della Ulss 9 del Veneto, ha inserito nel modulo sul consenso informato per un Dentalscan un metro di paragone corrispondente all’esposizione alla radiazione ambientale naturale cui si è esposti vivendo un mese a Napoli. La città è indicata come il capoluogo di provincia in Italia in cui si ha la massima dose ambientale annua di radiazioni. In serata, quando il caso è diventato virale, il modulo dal link di collegamento al sito della Ulss9 di Verona risultava rimosso. Racconta oggi Il Mattino:

In effetti non pochi tra clinici e radiologi napoletani dopo aver appreso della notizia hanno pensato a uno scherzo o a una fake news. E invece fino alle 8 di ieri sera bastava collegarsi al link della sezione «moduli per consenso informato» del sito istituzionale della azienda sanitaria scaligera per aprire il file Pdf concepito il 3 agosto del 2017, che appunto riportava tali avvertenze; in verità nella paginetta non mancano le alternative per divulgare il dato tecnico.

E dunque troviamo il soggiorno per 2 mesi in montagna (quale montagna di quale provincia in questo caso non si sa), ovvero 50 ore di volo a 8mila metri di quota (due giorni in giro per i cieli come se si fosse sull’Air Force One), per poi tornare alla realtà della prassi clinica con la più chiara indicazione di un corrispettivo in 3 o 4 esami radiologici di ortopantomografia tradizionali che poteva bastare.

napoli radioattiva

Tra parentesi va segnalato che il dato riportato dalla Asl del Veneto non è nemmeno corretto. A ben vedere le cartine della distribuzione di gas radon radioattivo in Italia disegnate dall’Istituto superiore di Sanità rimandano a una realtà più variegata. Negli edifici ad esempio, le zone a maggiore esposizione sono Lazio e Lombardia con i rispettivi capoluoghi a cui segue la Campania e dunque Napoli.

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