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Napoli Libera e il «terremoto legale» nel M5S

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Tra i maligni c’è chi sussurra che l’inconsueto ritardo (oltre due mesi) della cacciata di Pizzarotti sia dovuto proprio a questo: al fatto che nella prevedibile querelle giudiziaria che seguirà il MoVimento 5 Stelle potrebbe fare la stessa fine che sta facendo a Roma o a Napoli. Qualche giorno fa abbiamo parlato di Mario Canino e di come il tribunale di Roma abbia definitivamente cancellato la sua espulsione dal M5S Roma. Adesso è la volta del gruppo di attivisti napoletani raccolti intorno alle insegne di Napoli Libera. Anche loro erano stati cacciati, ma alla vigilia delle comunarie di Napoli. Anche loro sono stati riammessi dai giudici della VII sezione del Tribunale di Napoli (Lucio Di Nosse, Stanislao De Matteis e Angelo Napolitano): una vittoria parziale in attesa della decisione di merito. Ma i contorni dell’ordinanza non fanno presagire nulla di buono nei confronti dell’allegra gestione dei 5 Stelle.

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La decisione del giudice di Napoli sul gruppo Napoli Libera e il MoVimento 5 Stelle

Napoli Libera: cancellate le espulsioni dal M5S

Il reclamo era stato proposto da Elio D’Angelo, Gaetano Musella, Luca Iadanza, Sara Scia, Mariano Fergola, Vittorio Ranzo, Vincenzo Del Duca, Pasquale Ciuccio, Gennaro Luca Capriello, Anna Caparro, Alfonso Ciardiello, Antonio Ciccotti, Angela Daidone, Massimo Acciaro, Domenico Capasso, Vincenzo Galizia, Paola Staffieri, Marco Sacco, Romeo Genovino, Rita Mondello, e sono rappresentati dagli avvocati Lorenzo Borrè e Francesco Albero. Erano accusati «di aver partecipato al gruppo segreto Napoli libera per manipolare il confronto per la formazione del metodo di scelta del candidato sindaco e della lista alle comunali di Napoli».

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L’ordinanza su Napoli Libera e il M5S

I giudici hanno dato loro ragione:  «deve ritenersi indiziaria di illegittimità la determinazione dell’espulsione degli odierni reclamanti adottata dallo Staff di Beppe Grillo» perché, scrivono i togati, nessuno era autorizzato ad agire in quel modo secondo il Non Statuto. E il regolamento del 2014, che ha disciplinato il metodo di espulsione tra i grillini, va contro la legge. Ma c’è di più: spiega il tribunale che anche se il M5S non si definisce partito politico, di fatto ogni associazione con articolazioni sul territorio che abbia come fine quello di concorrere alla determinazione della politica nazionale si può definire partito. E proprio per questo vi è un diritto politico e morale dell’associato a non essere escluso senza un grave motivo o senza le garanzie di un procedimento decisionale conforme alle norme di legge.
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L’ordinanza su Napoli Libera e il M5S

Due caratteristiche che il M5S non ha, secondo i giudici del tribunale civile di Napoli. Per questo i giudici accolgono il reclamo e sospendono l’esecuzione delle espulsioni in attesa della conclusione della vicenda. La decisione è quindi provvisoria, perché il giudizio di merito richiederà mesi e il suo esito è incerto. Intanto però i venti sembrano intenzionati a chiedere la riammissione.

Il «terremoto legale» nel MoVimento 5 Stelle

La decisione è «un terremoto per il M5s – secondo il legale degli attisti Borré che ne parla all’ANSA -, in quanto cade l’impalcatura su cui si sono basate centinaia di espulsioni e la stessa sospensione di Pizzarotti». Quelli di Napoli Libera esultano sulla loro pagina Facebook e chiedono le dimissioni dal direttorio di Roberto Fico, la longa manus che c’era dietro le loro espulsioni:

Dopo circa cinque mesi, oggi, 14 luglio 2016, la verità è ristabilita:
Le espulsioni sono illegittime!
Il Tribunale di Napoli, in sede di cognizione cautelare sommaria, ha dichiarato illegittimo il Regolamento del 2014, affossando l’intera struttura giuridica del MoVimento 5 Stelle e l’ impianto che ha consentito , finora, l’ espulsione di centinaia di attivisti.
Il “castello di carte” con il quale si è tentato di “controllare” la speranza di 9 milioni di cittadini è crollato!
La democrazia non si urla, si pratica!
Per chi, poi, ha finto di non vedere o, peggio, ha “facilitato” o “approfittato” dell’ illegittimità giuridica e della “meschinità politica”, dico: “il tempo delle “scuse” è finito!”
Ora che la “Bastiglia” è presa, a casa i responsabili!
‪#‎ficodimettiti‬
P.s: la settimana prossima terremo una conferenza stampa.
P.s: “Ritiene il Collegio che nella presente sede cautelare si debba dare prevalenza all’ interesse degli esclusi a non veder pregiudicato, sin da subito, nelle more del giudizio di merito, il loro diritto a partecipare alla vita politica del MoVimento, magari da una posizione antagonista rispetto alla linea del gruppo dirigente”.
La democrazia è confronto! Mettetevelo in testa

E intanto tutti i vecchi espulsi e gli attuali sospesi affilano le armi. Ben sapendo che decisioni come questa o come quella di Mario Canino faranno giurisprudenza. D’altro canto lo slogan era “Uno vale uno“. O no?
EDIT: Roberta Lombardi fa sapere all’AdnKronos che le regole sono da rivedere e che il M5S reintegrerà gli espulsi

I 20 attivisti del M5S espulsi da blog e riammessi dai giudici di Napoli “verranno reintegrati in attesa del giudizio di merito, credo in autunno, così come è avvenuto con i romani” cacciati dal Movimento e ai quali il Tribunale capitolino ha dato ragione nei mesi scorsi. Roberta Lombardi, deputata del M5S nel Comitato d’Appello grillino, spiega all’Adnkronos di non temere il verdetto dei giudici campani, che sembra mettere in discussione il regolamento 5 Stelle, vera e propria ossatura del Movimento: “in futuro – chiarisce – ci saranno opportuni aggiustamenti, non so se aspetteremo la sentenze dei giudici o ci muoveremo già prima”. Quanto alle richieste dei ricorrenti campani, che a Napoli puntano il dito contro Roberto Fico chiedendone le dimissioni, “prendersela con lui mi sembra davvero pretestuoso – dice Lombardi – ricordo che la composizione delle liste a Napoli non è stata decisa da Fico ma è passata dal blog, nel segno della piena trasparenza”.