Politica

Il Movimento 5 Stelle sta voltando (in parte) le spalle a Draghi?

@Massimiliano Cassano|

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Il prossimo 28 marzo, il leader de facto del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte vedrà i membri dei Comitati del partito allo Scout center di Roma “per fare il punto sui temi più urgenti di politica interna e internazionale”. E l’occasione sembra più propizia che mai, visto che sta iniziando a sollevarsi all’interno del principale partito di maggioranza una certa agitazione intorno alla crisi in Ucraina. Proprio ieri Vito Petrocelli, senatore pentastellato e presidente della commissione Esteri, al termine di una seduta aveva dichiarato: “L’Italia è diventata parte in causa, non un paese mediatore, e il tema della partecipazione alla guerra con l’invio di armi, come paese cobelligerante, deve essere oggetto di una discussione politica all’interno del movimento”. Petrocelli aveva suggerito al partito di abbandonare la maggioranza pur in un momento di forte instabilità nella politica mondiale e aveva aggiunto che dal canto suo avrebbe votato contro qualsiasi questione di fiducia posta dall’esecutivo d’ora in avanti, a partire dal Dl sugli aiuti al Paese sotto attacco.

Il Movimento 5 Stelle sta voltando (in parte) le spalle a Draghi?

Oggi, in vista della riunione del Consiglio europeo che si terrà domani e dopodomani, 24 e 25 marzo, il presidente del consiglio Mario Draghi ha parlato alla Camera, ma – come fatto notare in un tweet dal deputato della Lega Claudio Borghi, tra le fila del Movimento 5 Stelle c’erano tantissime assenze. “Non so se vuol dire qualcosa”, ha scritto l’economista braccio destro di Matteo Salvini. “Alle 9 – ha spiegato all’Adnkronos una fonte grillina alla Camera – quando Draghi ha iniziato a parlare, i nostri presenti erano una decina. Intorno alle 10 eravamo una ventina di persone”. Assenze che hanno spinto i vertici del gruppo a inizio seduta a sollecitare i colleghi a presentarsi in Aula con un messaggio inviato nella chat dei parlamentari.