Economia

Monte dei Paschi di Siena, cosa succede con il salvataggio di Stato

Banca Monte dei Paschi di Siena ha deliberato di presentare un’istanza di sostegno finanziario straordinario e temporaneo che consenta alla medesima di accedere alla misura della ricapitalizzazione precauzionale ai sensi della direttiva comunitaria sul salvataggio bancario (Brrd). Lo annuncia l’istituto in una nota. Come da attese il tentativo di un’operazione di mercato per salvare il Monte dei Paschi di Siena è fallito. Per l’istituto senese si apre così la strada del paracadute pubblico, con la ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato.

Monte dei Paschi di Siena, il salvataggio di Stato

Non sono stati raccolti ordini di investimento sufficienti a raggiungere la somma di 5 miliardi necessari per il rafforzamento patrimoniale, nonostante l’esito positivo dell’esercizio di liability management che ha registrato la volontaria conversione di obbligazioni subordinate in azioni per complessivi 2,45 miliardi. In particolare non si sono concretizzate manifestazioni di interesse da parte di “anchor investor” disponibili a effettuare un investimento rilevante nella banca, circostanza, spiega Mps, che ha influito negativamente sulle decisioni di investimento degli investitori istituzionali limitando significativamente gli ordini di sottoscrizione. Il mancato perfezionamento dell’aumento di capitale comporta il venir meno anche dell’operazione di cartolarizzazione definita nel contesto dell’operazione e del complessivo esercizio di liability management, pertanto i bond convertiti saranno restituiti ai rispettivi portatori. Nessuna commissione, infine, precisa la banca, verrà pagate alle banche d’affari coinvolte a vario titolo nel consorzio di collocamento e nell’operazione di cartolarizzazione, comprese JpMorgan e Mediobanca.

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Monte dei Paschi di Siena: titolo in Borsa e azionisti (Corriere della Sera, 23 dicembre 2016)

L’aumento di capitale da parte dello Stato, considerato che la dismissione dei crediti avverrà ora in termini e modalità differenti da quelli definiti insieme all’aumento di capitale da 5 miliardi sul mercato, potrebbe non essere del medesimo importo. E secondo le direttive europee, comporterebbe il sacrificio degli attuali azionisti, che vedrebbero diluite le loro quote, e degli obbligazionisti subordinati, con la conversione dei titoli in azioni a condizioni meno vantaggiose di quelle offerte dalla stessa banca.

Cosa succede ad obbligazionisti, azionisti, correntisti

L’intervento del Tesoro, con decreto, avverrà su due fronti. Quello dell’assistenza sulla liquidità sotto forma di garanzia pubblica alle emissioni di bond, il più urgente data la difficoltà della banca di fronte a numerosi bond da rifinanziare nel 2017, già a partire da fine gennaio. E sul fronte dell’aumento di capitale, più complesso. In primo luogo verrebbe probabilmente approntato dal Tesoro un fondo (che si stima in 20 miliardi) per la ricapitalizzazione preventiva. Per questo servirà un nuovo piano industriale della banca toscana, che tenga conto del nuovo assetto azionario della banca che vedrà come principale azionista lo Stato. Questo comporterà un intenso negoziato con Bruxelles: sulle modalità del ‘burden sharing’ – la partecipazione al risanamento da parte di obbligazionisti e azionisti – reso necessario dalla Brrd per poter attivare una ricapitalizzazione preventiva, per rispettare le norme Ue sugli aiuti di Stato; sulla durata dell’intervento pubblico nel capitale, che l’articolo 32 della Brrd vuole “cautelativo e temporaneo” (si parla di un termine di 18 mesi, probabile una ‘trattativa’ accesa fra Roma e Bruxelles); sulla dismissione, svalutazione e cartolarizzazione delle sofferenze; sul prezzo della conversione forzosa dei bond in azioni; potenzialmente anche sulle azioni di ‘ristoro’ dei risparmiatori colpiti ingiustamente da perdite da parte del governo. Passaggi che potrebbero richiedere qualche mese: pur messo in sicurezza, il Montepaschi resterà al centro della scena ancora a lungo.

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MPS, le vie del decreto (Il Sole 24 Ore, 18 dicembre 2016)

È bene ricordare che i correntisti del Monte Paschi non rischiano nulla. I titolari di conto corrente sono gli ultimi ad essere coinvolti nel caso di crisi bancaria. E vengono penalizzati solo in caso di «bail-in» ed esclusivamente per i depositi sopra i 100 mila euro e solo per la parte superiore a quella soglia. Nessun rischio anche per le cassette di sicurezza e per i fondi comuni e le gestioni patrimoniali. Gli obbligazionisti subordinati invece sono sottoposti a burden sharing: i bond subordinati vengono comunque convertiti in azioni, ma forzatamente e a un rapporto di cambio inferiore a quello che era stato proposto da Mps. Gli obbligazionisti senior sono invece garantiti e corrono rischi solo in caso di bail in