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Come va compilato il modulo autocertificazione dal 4 maggio

Il modulo autocertificazione dal 4 maggio non cambierà ma bisognerà compilarlo in modo diverso per dichiarare le visite ai “congiunti”, parola che ha via via raggiunto un significato sempre più ampio comprendendo gli “affetti stabili” prima e gli amici poi

nuova autocertificazione dal 4 maggio modulo autocertificazione spostamenti 26 marzo 2020

Il dietrofront pare definitivo: il modulo autocertificazione dal 4 maggio non cambierà ma bisognerà compilarlo in modo diverso per dichiarare le visite ai “congiunti“, parola che ha via via raggiunto un significato sempre più ampio comprendendo gli “affetti stabili” prima e gli amici poi. Oggi il Corriere della Sera racconta che l’orientamento del Viminale è quello di mantenere l’ultima versione del modulo ed emanare una circolare per precisare che per rispetto della privacy non devono essere indicate le generalità dei «congiunti» dai quali si va in visita.

E dunque è possibile si possa continuare ad utilizzare il modulo già esistente seguendo quattro regole:
1. Riempire tutti gli spazi sull’identità della persona che effettua lo spostamento.
2. Compilare l’indirizzo da cui è cominciato lo spostamento e quello di destinazione.
3. Riempire tutti gli spazi barrando la casella «situazione di necessità».
4. Nello spazio «a questo riguardo dichiara che…» specificare che si tratta di una visita a un «congiunto» inserendo soltanto il grado di parentela ma non l’identità. Entro sabato il governo dovrà chiarire quali parenti siano inseriti nella definizione «congiunti» e che cosa si intende per affetti stabili.

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Il nuovo modulo di autocertificazione degli spostamenti del 26 marzo 2020

E già qui cominciano a sorgere alcune domande. Se i “congiunti” sono i fidanzati o le fidanzate, è chiaro che non si può indicare alcun grado di parentela. E la stessa cosa vale per gli amici. Anche la Stampa spiega oggi che il ministero ha preso questa direzione e ne spiega anche la logica:

Lo scopo è impedire la diffusione del virus e l’arma più potente è il distanziamento sociale. Perciò, quando uscirà la prossima circolare della ministra Luciana Lamorgese con le indicazioni operative per le pattuglie su strada, non meraviglierà se l’attenzione non sarà focalizzata sul congiunto, ma sulle persone fermate. Sul modulo dell’autocertificazione, insomma, non verrà richiesto se si va in visita a familiare di primo secondo o terzo grado, un amico o un’amica, oltretutto rischiando un conflitto con la legge che regola la Privacy, ma piuttosto su chi si trova in macchina. Se c’è una persona sola al volante, e magari è pure munita di mascherina, non si vede proprio quale sia il rischio sanitario.

Mentre il Messaggero fa un passo più in là e dice quello che tutti stanno pensando: ovvero che così la verifica delle affermazioni del fermato da parte delle forze dell’ordine è più o meno impossibile:

L’autocertificazione non dovrebbe cambiare, ma sarà possibile inserire l’opzione della visita ai congiunti. Da aggiungere alle tre opzioni già esistenti: comprovate esigenze lavorative, situazione di necessità; motivi di salute. Definizione larga che comprenderà, al di là dei parenti, anche gli «affetti stabili». Dunque i fidanzati/e, ma anche come spiega il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri «gli amici».

Non bisognerà indicare nell’autocertificazione il nome della persona a cui si andrà a far visita. La privacy ha avuto la meglio. Con un’ovvia conseguenza: la verifica delle forze dell’ordine sarà quasi impossibile. «Ci appelliamo al senso di responsabilità degli italiani», spiegano dal ministero dell’Interno. Si potrà invece far rientro nelle seconde case solo se si ha la residenza o il domicilio. Altrimenti varranno le prime tre motivazioni dell’autocertificazione.

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