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Salvini “chiude i porti” ma i migranti entrano dal Friuli-Venezia Giulia guidato dalla Lega

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I porti chiusi di Salvini sono una specie di bluff, ma la rotta del Mediterraneo Centrale non è l’unica utilizzata dai migranti per entrare in Europa. C’è ad esempio la cosiddetta “Western Balkan Route“, la dei Balcani che attraversa da Sud a Nord tutti i paesi dell’ex Jugoslavia per arrivare alle porte dell’Unione Europea: principalmente Croazia e Slovenia e in misura minore l’Ungheria. A differenza di quanto accade al largo delle coste della Sicilia e nel tratto di mare tra Italia e Libia poco si sa però sui flussi migratori che transitano vicino alla frontiera orientale italiana.

Quella frontiera che Salvini fa finta di non conoscere

Eppure i migranti entrano anche da lì. Salvini però ne parla poco, anche perché dal maggio del 2018 il Friuli-Venezia Giulia è governato dal Centrodestra e il presidente è Massimiliano Fedriga, uno dei fedelissimi del vicepremier leghista. Sicuramente i numeri sono diversi, e senza dubbio si tratta di una rotta meno battuta. Ma da qualche tempo le colline del Carso hanno visto aumentare il transito dei migranti. Lo denunciava già ad agosto del 2018 l’associazione SOS Carso, un’associazione di volontari che si occupa di tenere pulite le doline della Val Rosandra, proprio al confine con la Slovenia.

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Fonte: Frontex Risk Analysis for 2019

La valle è infatti il terminale d’arrivo della rotta dei Balcani e ultimamente SOS Carso ha iniziato a trovare un sempre maggiore numero di indumenti laceri e documenti abbandonati dai migranti che entrano – illegalmente – nel nostro Paese. Scarpe, maglioni, giubbotti in quantità tali da riempire decine di sacchi neri, in alcuni casi anche zainetti abbandonati con mele o bottigliette d’acqua. Tutto materiale abbandonato dai migranti non appena valicato il confine. La Rotta Balcanica è attiva ma nei documenti ufficiali del Governo – ad esempio sul cruscotto statistico giornaliero del Viminale – non c’è traccia di questi arrivi.

Quanti migranti entrano in Italia passando per il Friuli-Venezia Giulia?

Eppure tra luglio e agosto dello scorso anno sono stati intercettati 450 migranti che dalla Slovenia stavano entrando in Italia. Il flusso complessivo della rotta balcanica è minore rispetto a quello marittimo tra Italia e Libia ma basta pensare a quello che dice e che minaccia di fare Salvini quando stanno per sbarcare trenta o quaranta migranti per renderci conto che qualcosa non va. I tentativi di accesso sono frequenti, e altrettanto lo sono i “respingimenti”, che però vengono chiamati “riammissioni” perché i migranti vengono riaccompagnati in Slovenia. Di nuovo: quando una cosa del genere accade nel senso opposto al confine italo-francese di Ventimiglia si grida al complotto. Sul fronte orientale invece le cose si fanno più silenziosamente, vuoi perché in Slovenia non c’è ancora un Salvini che si lamenta che gli rimandano indietro gli immigrati.

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Quella che arriva a Trieste passando per Slovenia, Croazia e Bosnia-Erzegovina è una rotta “antica” che esiste da decenni. Negli ultimi anni il traffico di migranti era rallentato, vuoi perché la rotta mediterranea aveva preso il sopravvento vuoi perché l’allargamento ad Est dell’Unione Europea ha spostato le frontiere esterne della UE delegando di fatto la sorveglianza dei nuovi confini europei ai nuovi stati membri.

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I flussi di migranti verso l’Unione Europea [Fonte: IOM]
Al momento però il Viminale non rende noti i dati degli ingressi dal confine della regione governata dalla Lega. Motivo per cui qualche giorno fa la deputata PD – ed ex presidente del FVG – Debora Serracchiani ha presentato un’interrogazione  al ministro dell’Interno per chiedere «quanti siano gli arrivi provenienti dal confine sloveno dal 1 gennaio 2019 al 20 maggio 2019, con quale variazione rispetto al 2018, e se sia stimato il numero dei transiti che sfuggono a ogni controllo». Appena fuori dalle frontiere UE, in Bosnia-Erzegovina il numero dei migranti arrivati è in aumento ed è solo questione di tempo prima che si spostino più a Nord nel tentativo di entrare in Europa. A Febbraio il sottosegretario agli Interni Nicola Molteni si era recato proprio a Trieste dove aveva promesso un potenziamento dei controlli al confine. L’assessore regionale alla Sicurezza del FVG Pierpaolo Roberti spiegava che grazie alle politiche del Governo «era stato possibile ridurre sensibilmente gli ingressi e la presenza di clandestini che, allo stato attuale, sono poco più di 4mila rispetto ai 5mila di un anno fa». Non è chiaro però se Roberti parlava dei migranti trasferiti in Regione dopo essere sbarcati oppure se proprio di ingressi “illegali” da Est.  È  davvero il momento che Salvini inizi a fare chiarezza.

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