Cultura e scienze

Michele Riondino: un altro elettore “di sinistra” del M5S che si è svegliato con Salvini nel letto

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Il “padrino” (quest’anno non ci sarà la madrina) della 75esima Mostra del Cinema di Venezia, l’attore Michele Riondino, ha fatto sapere di essere contento di non incontrare il ministro dell’Interno Matteo Salvini o altri ministri del governo Lega-MoVimento 5 Stelle. «Sono contento di non incontrare il ministro Salvini nè altri rappresentanti del cosiddetto governo del cambiamento – ha detto Riondino -. Salvini non mi rappresenta e non rappresenta la maggioranza di quelli che hanno votato 5 Stelle. E lo dico da elettore dei 5 Stelle. Chi ha votato 5 Stelle non si sarebbe mai messo con la Lega. Non avrei mai accettato il contratto di governo con la Lega e non avrei mai votato 5 Stelle se avessi saputo che loro lo avrebbero fatto».

Michele Riondino non si sente rappresentato da un partito che ha votato

Non si è fatta attendere la prevedibile replica del titolare che su Twitter ha postato una foto di Riondino assieme ad Asia Argento (recentemente coinvolta nello scandalo Bennett) dicendosi disposto ad incontrarlo volentieri «nella speranza di riportarlo sulla retta via». Insomma Salvini al solito si mostra aperto e disponibile con chi lo “rifiuta” per far capire che lui non è il cattivo della situazione, sono gli altri che lo disegnano così. Di fatto Salvini ha dimostrato di fregarsene altamente di Riondino e del suo non sentirsi rappresentato dal governo. E questo è sufficiente per il popolo della Lega a 5 Stelle, sempre più convito che l’accoppiata Di Maio-Salvini stia davvero cambiando il Paese.

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Riondino quindi nel suo prendere le distanze da Salvini gli ha fornito un assist perfetto per consentire al ministro di dimostrare di che pasta sono fatti i “rosiconi” che non accettano il fatto che la Lega sia al governo. D’altro canto però Riondino non è proprio la persona più titolata per indignarsi del governo gialloverde. Non solo perché ha dichiarato di essere un elettore del MoVimento 5 Stelle ma anche perché in questi anni molto ha fatto e scritto a sostegno del partito di Di Maio.

Quando Riondino sosteneva il MoVimento 5 Stelle

L’attore vive in buona sostanza il classico dramma dei grillini che come chi fa incauti acquisti senza leggere le clausole scritte in piccolo non hanno letto tutte le parti del programma o non hanno prestato attenzione a tutto quello che Luigi Di Maio (e gli altri leader pentastellati) hanno detto durante la campagna elettorale. Molti elettori del MoVimento 5 Stelle soffrono di un grave disturbo da attenzione selettiva che li ha convinti che il M5S stesse dicendo solo quello che volevano sentirsi dire. Ma come è noto il MoVimento ha detto tutto e il contrario di tutto. Per ogni Fico o Fattori c’erano un Di Maio e una Taverna. E non si può certo negare (o far finta di non sapere) che il M5S era disposto ad andare al governo con chiunque avesse accettato di sedersi al tavolo. Di Maio del resto non ha mai detto “non faremo mai un governo con la Lega” (lo hanno detto altri, che oggi però non hanno mantenuto la promessa di uscire dal M5S).

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Nel 2017 ad esempio Riondino, che è di Taranto, ha sostenuto la candidatura di Francesco Nevoli a sindaco della città,  ad esempio plaudendo al meccanismo di selezione delle candidature da parte del meetup di Taranto e scrivendo post di elogio al candidato pentastellato. Pur non essendo un attivista iscritto a Rousseau Riondino ha partecipato al comizio di chiusura della campagna elettorale per le comunali (c’era anche Alessandro Di Battista) nel giugno del 2017. Del resto l’attore aveva spiegato che tra il suo comitato “liberi e pensanti” e il MoVimento 5 Stelle c’era un’intesa naturale. Nel 2016 Riondino aveva sostenuto le ragioni del No alla riforma costituzionale Renzi-Boschi (proprio come la Lega), nei commenti al post anche gli “applausi” di Dino Giarrusso, la “iena” candidata dal M5S alle politiche.

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In diverse occasioni Riondino ha condiviso post di portavoce e pagine del MoVimento 5 Stelle. Il tutto tra gli applausi della folla. Evidentemente in quel periodo l’attore si sentiva ancora pienamente rappresentato da un partito che aveva promesso – tra le altre cose – di fermare i lavori per il TAP (Riondino è No Tap) in due settimane una volta al governo.

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Da tarantino e figlio di un ex operaio dell’ILVA Riondino sperava soprattutto che il M5S chiudesse la fabbrica. Ed è su questo punto che i rapporti hanno iniziato ad incrinarsi. In un’intervista rilasciata nel febbraio 2018, dopo la visita di Di Maio a Taranto, l’attore si disse “deluso” perché il Capo Politico non aveva “detto la parola magica” e non aveva parlato espressamente di chiusura dell’Ilva.

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Nonostante questa cocente delusione su un tema a lui caro Riondino – apprendiamo oggi – ha deciso di votare lo stesso il MoVimento 5 Stelle. Così come ha deciso di votarlo anche dopo aver sentito Di Maio dire che se non avessero ragigunto la maggioranza avrebbero proposto un accordo a tutti i partiti politici. Tutti i partiti politici vuol dire tutti, non tutti tranne la Lega o “ad eccezione del partito dove c’è Salvini”. Di sicuro Riondino non è solo, ma è in compagnia di quei tanti elettori che hanno votato il M5S credendo che fosse un partito di sinistra, forse perché hanno ascoltato solo le promesse “di sinistra” del partito calderone. Un mese fa in un lungo post su Facebook l’attore ha “ufficializzato” la sua delusione per l’alleanza di governo gialloverde. I casi sono due o Riondino ha votato il M5S sapendo che non avrebbe chiuso l’Ilva e che c’era la possibilità di un’alleanza con la Lega oppure Riondino ha votato M5S senza rendersi conto di cosa sarebbe successo dopo. In entrambi gli scenari non ci fa una bella figura.

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