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Mentre Salvini spaventava gli italiani sul pericolo barconi il coronavirus è arrivato in Lombardia in aereo

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Matteo Salvini continua a prendersela con il Presidente della Toscana Enrico Rossi annunciando di averlo denunciato perché «non facendo tutti i controlli necessari su chi rientra dalla Cina, mette a rischio la salute dei cittadini toscani». Nel frattempo però non dice nulla riguardo al Presidente della Lombardia, il leghista Attilio Fontana. Eppure dovrebbe perché proprio in Lombardia nel lodigiano, tra Codogno, Castiglione d’Adda e Casalpusterlengo per la prima volta anche in Italia si sono verificati casi di trasmissione locale di infezione da nuovo coronavirus COVID-19.

Alla fine il coronavirus non è arrivato sui barconi

Ironia della sorte i primi casi di trasmissione locale, quindi non importati “da fuori”, si sono verificati proprio in una regione amministrata dalla Lega. Naturalmente di questo il Presidente Fontana o le istituzioni locali non hanno alcuna colpa. Un po’ perché era scontato che COVID-19 sarebbe arrivato in Italia, un po’ perché è impossibile prevedere dove si manifesterà il contagio. Ciononostante da settimane la Lega e Matteo Salvini puntano il dito contro i cinesi o i barconi in arrivo dalla Libia.

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Ancora oggi, quando la notizia del giorno è che in Italia c’è un focolaio epidemico di coronavirus (una situazione analoga si è già verificata in Germania) il leader della Lega continua a lanciare l’allarme su coronavirus e barconi e sui rischi di una diffusione di COVID-19 in Africa dove al momento è stato confermato un solo caso (in Egitto).

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In Italia invece – scrive il Corriere della Sera in base a quanto detto dall’assessore regionale al Welfare durante una conferenza stampa oggi pomeriggio – i nuovi casi di coronavirussarebbero sei (l’ISS ne conferma al momento solo uno). Il primo è quello di un 38enne dipendente della Unilever di Casalpusterlengo ,originario di Castiglione d’Adda e residente a Codogno. Il paziente si era recato al Pronto Soccorso il 18 gennaio (i primi sintomi risalgono al 15 gennaio) ma dal momento che si era recato Cina negli ultimi tempi  non gli è stato fatto il test per COVID-19 ed è stato rimandato a casa. Nelle ultime settimane l’uomo ha partecipato ad una gara podistica e ad un incontro di calcetto, motivo per cui ora verranno sottoposti al test  150 «contatti stretti» e 160 dipendenti della Unilever.

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Oltre al “paziente zero” secondo il Corsera risultano essere contagiati anche la moglie incinta e un suo conoscente, ricoverati al Sacco di Milano, il medico di famiglia che per primo ha visitato l’uomo e altri tre casi, per ora definiti sospetti. Si è ancora in attesa de risultato dei test fatti sull’amico del 38enne che era rientrato dalla Cina il 21 gennaio (quindi prima dello stop ai voli) con cui l’uomo aveva cenato a fine gennaio e con il quale si sarebbe incontrato più volte a febbraio. «Salvo una leggerissima febbre un giorno» ha detto l’assessore Gallera, questa persona non avrebbe riferito di particolari sintomi, è evidente però che – come invece suggerito da più parti – l’uomo non si sarebbe messo in “quarantena volontaria” per il periodo consigliato di 14 giorni. C’è anche da dire che il 21 gennaio la situazione dell’epidemia non era ancora emersa in tutta la sua evidenza.

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