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Meloni contro i rave party: carcere fino a 6 anni e multe salate nel primo decreto legge

Asia Buconi|

Giorgia Meloni rave party

Aveva promesso un intervento forte ed è arrivato. Dopo il rave party di Modena, il ministro dell’Interno Piantedosi è intervenuto in contrasto alle feste abusive come quella appena conclusasi. Nella bozza di decreto legge approvata oggi dal Cdm, composta da 9 articoli (e che contiene anche norme relative a Covid e Giustizia), c’è infatti pure tutta una parte dedicata ai rave. Questo perché, si legge nella bozza, è stata ravvisata “la straordinaria necessità ed urgenza di introdurre disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno dei raduni dai quali possa derivare un pericolo per l’ordine pubblico o la pubblica incolumità o la salute pubblica”.

Rave party, cosa prevede il primo decreto legge del governo Meloni: dalle multe al carcere

Nello specifico, la bozza del decreto presentata dall’esecutivo chiarisce che in caso di condanna “è sempre ordinata la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e di quelle utilizzate per realizzare le finalità dell’occupazione”. Si stabilisce inoltre la reclusione da 3 a 6 anni, multe da 1.000 a 10.000 euro e si procede d’ufficio “se il fatto è commesso da più di 50 persone allo scopo di organizzare un raduno dal quale possa derivare un pericolo per l’ordine pubblico o la pubblica incolumità o la salute pubblica”.

L’intervento è stato introdotto con un nuovo comma all’articolo 633 del Codice penale, che riguarda appunto l’invasione “di terreni ed edifici”. Tale provvedimento modifica pure il Codice antimafia, disponendo che le misure di prevenzione personali, con l’aumento delle pene, si applicano anche “ai promotori o organizzatori” dell’invasione di terreni o edifici.

Il ministro Piantedosi sul decreto sui rave: “Si tratta di eventi pericolosi e dispendiosi”

“Abbiamo strutturato questo intervento normativo che prevede la fattispecie specifica delle invasioni di terreni ed edifici finalizzati a raduni di oltre 50 persone da cui possono derivare pericoli per l’incolumità pubblica, l’ordine pubblico o la sanità pubblica”, ha commentato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi.

“Ci siamo mossi e ci stavamo già lavorando – ha aggiunto in relazione al decreto sui rave party – i requisiti di necessità e urgenza li ravvisavamo nel fatto che probabilmente l’assenza di una disciplina normativa efficace nel nostro Paese ci rendeva particolarmente vulnerabili, come la cronaca degli ultimi anni testimonia. Peraltro si tratta di eventi particolarmente pericolosi non solo per le stesse persone che li commettono ma sono anche molto dispendiosi anche per l’impiego delle forze dell’ordine che ne consegue”.