Fatti

Si spegne il rave party di Modena: più di 660 persone identificate, disposto il sequestro del capannone

Asia Buconi|

rave modena

Ieri il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è intervenuto col pugno duro contro il rave party di Halloween organizzato in un capannone abbandonato in via Marino, nella zona di Modena. Il titolare del Viminale, quasi a voler calcare la differenza con la precedente gestione Lamorgese, aveva dato mandato al prefetto di Modena e al capo della Polizia di “adottare ogni iniziativa per interrompere l’evento e liberare l’area al più presto”. Così l’enorme festa, iniziata sabato e che gli organizzatori contavano di far durare fino a martedì, è stata interrotta col conseguente deflusso (non poco problematico) degli oltre 3.500 partecipanti, provenienti da diverse Regioni e dall’estero.

Concluso il rave party a Modena: l’intervento pacifico degli agenti e il deflusso dei raver

Le forze dell’ordine sono intervenute stamane attorno alle 10.30. Per organizzare lo sgombero dell’area hanno pianificato una trattativa con i promotori dell’evento, in modo del tutto pacifico. Un funzionario, rivolgendosi ai partecipanti, ha spiegato al megafono: “Non entriamo, siamo qui perché l’edificio è pericolante e va posto sotto sequestro, non siamo qui per voi, ma per la struttura che è pericolosa. Non entriamo, non ci interessa cosa fate, noi siamo a presidio della struttura”.

Così, all’avvicinarsi degli agenti, dopo un primo momento di tensione, molti ragazzi presenti hanno lasciato il capannone riversandosi in autostrada, mentre altri hanno iniziato a smontare le varie apparecchiature (casse, strutture). La Questura di Modena ha fatto sapere che le attività di messa in sicurezza dell’area interessata dal rave daranno esecuzione al sequestro preventivo dell’immobile “adottato di iniziativa e di urgenza, per motivi di sicurezza strutturale legati allo stato dei luoghi, dichiarati dal proprietario della struttura e certificati in ultimo da sopraluogo tecnico”.

I controlli delle forze dell’ordine hanno portato all’identificazione di oltre 660 persone, le cui posizioni sono al vaglio. Sul perimetro e sulle vie di deflusso continuano ad essere identificati i raver e controllati i loro mezzi dalle pattuglie territoriali affiancate dalle unità cinofile antidroga e dalla Polizia Stardale. Immediata la reazione della politica, col commento del ministro delle Infrastrutture e leader della Lega Matteo Salvini, che non ha perso l’occasione per ribadire sui social: “Pugno duro contro droga, insicurezza e illegalità, è finta la pacchia”.