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Medici Senza Frontiere indagata nell'inchiesta sulle ONG

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Medici Senza Frontiere è tra le ONG indagate a Trapani per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Lo scrive oggi il Corriere della Sera segnalando che dopo il caso di Iuventa e della Jugen Rettet le verifiche effettuate dai poliziotti dello SCO si concentrano su altre organizzazioni umanitarie.

Medici Senza Frontiere indagata nell’inchiesta sulle ONG

Scrive il quotidiano che già nelle scorse settimane si era parlato di un coinvolgimento di Msf nelle indagini condotte dalla Procura di Trapani «per aver convinto i migranti a non collaborare con la polizia dopo essere sbarcati». E il capo dell’ufficio giudiziario siciliano aveva confermato l’iscrizione sul registro degli indagati di una decina di persone per favoreggiamento dell’immigrazione irregolare. Altri elementi sarebbero stati acquisiti recentemente su contatti diretti per la «consegna concordata» degli stranieri in alto mare.

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Le ONG in azione sulle coste libiche (La Repubblica, 3 agosto 2017)

Intanto le navi di Medici senza Frontiere Vos Prudence e Aquarius “proseguono con i salvataggi in mare e i trasbordi chiesti dalla Guardia costiera di Roma e in totale coordinamento con loro”, ha detto all’ANSA Loris De Filippi, presidente di Msf Italia, organizzazione medico-umanitaria che non ha firmato il Codice di condotta per le ong che fanno salvataggi nel Mediterraneo predisposto dal Governo italiano. Codice che prevede che chi non aderisce non possa proseguire nei soccorsi. “Finora non abbiamo avuto nessuna comunicazione – precisa – ma se ci dicono di fermarci, andremo altrove”. Premesso che “rispetto alla legge marittima non siamo in contraddizione”, De Filippi ammette che invece “rispetto al Codice siamo fuori dal cosiddetto sistema, ma continuiamo a portare soccorso attendendo chiarimenti da Viminale e Guardia costiera. Sarebbe gravissimo mancare al nostro dovere. Ma non c’è alcun atteggiamento di sfida rispetto alle istituzioni, tutt’altro”. Dal 31 luglio, quando ha rifiutato di firmare il Codice, Msf ha soccorso 144 persone.

L’indagine su MSF per immigrazione clandestina

Adesso l’inchiesta ha fatto un passo avanti. Il Messaggero spiega che il ruolo di Medici senza frontiere era finito all’esame della squadra mobile di Trapani per alcuni salvataggi “anomali”, avvenuti molto a ridosso della costa libica e senza avvisare la Guardia costiera italiana. Non solo, era stata la stessa polizia, supportata da personale Frontex, a segnalare al procuratore Ambrogio Cartosio l’atteggiamento che i naufraghi,sbarcati a Trapani dalla “Dignity one” nel maggio 2016, avevano assunto nel cosiddetto «debriefing», ossia l’interrogatorio previsto dall’Ue e indispensabile per individuare eventuali trafficanti di uomini. Adesso c’è altro.

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La sequenza fotografica della nave Iuventa (La Stampa, 3 agosto 2017)

Sugli sconfinamenti ripetuti, la procura non ha dubbi, sia per la “Dignity one” che per “Bourgon Argos” e “Vos Prudence”, le altre imbarcazioni della ong operativa nel Mediterraneo. Proprio la “Vos Prudence”, 75 metri e una capienza di 400 persone in casi di emergenza, il 7 maggio scorso si sarebbe spinta a otto miglia dalla costa libica (il vecchio codice delle ong non consentiva di superare le 12 miglia).
L’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina si baserebbe però su elementi molto più pesanti: i trasbordi di migranti dalle imbarcazioni degli scafisti a quelle della ong, avvenuti in situazioni in cui non si ravvisava alcuna situazione di pericolo. Circostanze che avrebbero portato la procura a esaminare la posizione di una decina di operatori di Msf. L’inchiesta, condotta da Trapani, riguarda anche i contatti tra il personale delle navi e alcuni soggetti stanziali in Libia, non ancora identificati. L’ipotesi è che si tratti proprio di soggetti vicini all’organizzazione non governativa che operano sulla terra ferma e che avrebbero avvisato il personale di bordo delle partenze. (Il Messaggero)

EDIT: MSF precisa che:

“Quanto vediamo oggi negli organi di stampa sembra rilanciare accuse che già ci erano state rivolte alcuni mesi fa, a cui non erano seguite altre azioni o informazioni”. Lo afferma Medici Senza Frontiere aggiungendo di non aver ricevuto “alcuna comunicazione ufficiale dalla Procura di Trapani né da altre Procure in merito alla presunta inchiesta sulla nostra attività di ricerca e soccorso in mare”.

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