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Cosa ha capito Luigi Di Maio delle indagini sulle ONG

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Oggi Luigi Di Maio su Facebook è tornato a polemizzare con Roberto Saviano riguardo le ONG e gli sbarchi, in riferimento all’inchiesta sulla Iuventa, accusata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Ma davvero l’inchiesta di Trapani dà ragione a Zuccaro?

Di Maio, riferendosi alla polemica dello scorso aprile, quando Saviano lo accusò di fare campagna elettorale sulla pelle delle ONG, scrive: «Era un’accusa gratuita e ingenerosa, ma io andai avanti con le denunce e la ricerca della verità, lo feci senza ideologie né pregiudizi e ascoltando le parole di persone come il Procuratore Zuccaro, anch’egli vittima di linciaggio mediatico. Col tempo i fatti ci hanno dato ragione e l’episodio della nave Iuventa dimostra che il problema sono proprio le ONG che non rispettano le regole. Oggi l’accusa di Saviano si infrange contro la verità dei fatti».
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Ma è proprio andata così? Davvero quello che ha detto il procuratore Zuccaro, “vittima di linciaggio mediatico”, s’è avverato? Vediamo. All’epoca (alla fine dello scorso aprile) Zuccaro aveva detto che “A mio avviso alcune ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti e so di contatti. Un traffico che oggi sta fruttando quanto quello della droga. Forse la cosa potrebbe essere ancora più inquietante. Si perseguono da parte di alcune ong finalità diverse: destabilizzare l’economia italiana per trarne dei vantaggi. Se l’informazione è corretta, questo corto circuito non si può creare salvo per effetto di persone che vogliono creare confusione”.

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La sequenza fotografica della nave Iuventa (La Stampa, 3 agosto 2017)

Cosa ha capito Luigi Di Maio delle indagini sulle ONG

Zuccaro quindi sosteneva la possibilità dell’esistenza di un piano coordinato tra scafisti e ONG, ovvero un’associazione a delinquere con il fine del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e con lo scopo di destabilizzare l’economia italiana. Cosa ha detto Ambogio Cartosio, che segue a Trapani l’inchiesta su Iuventa? Nella conferenza stampa successiva al sequestro della nave di Jugend Rettet è stato molto chiaro:
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“Ci sono stati incontri e contatti in mare” tra la Iuventa e le imbarcazioni dei trafficanti libici “ma non è emerso uno stabile collegamento tra l’equipaggio della Ong e i trafficanti libici”, ha spiegato ancora Cartosio. Per questo nessun dei volontari imbarcati sulla Iuventa è indagato per associazione a delinquere, anche perché “le finalità dei trafficanti erano ben diversi rispetto a quelle dell’equipaggio Iuventa. Perchè lo facevano? – ha detto ancora il procuratore – la mia personale convinzione è che lo facessero per motivi umanitari”. “Un collegamento stabile tra la Ong e i trafficanti libici è pure fantascienza”, ha concluso.

Insomma, sembra abbastanza chiaro anche a chi fa propaganda politica sulla pelle dei migranti, come direbbe Saviano.

Zuccaro e Cartosio: le ultime parole famose

Ma siccome c’è gente che è dura d’orecchie, è il caso di ricordare che il 10 maggio scorso Cartosio andò davanti ai componenti della commissione Difesa del Senato dopo l’audizione di Zuccaro e disse parole molto chiare, soprattutto alla luce di quanto successo due giorni fa. “Alla Procura di Trapani risulta che in qualche caso navi delle Ong hanno effettuato operazioni di soccorso senza informare la centrale della guardia costiera”, mentre l’inchiesta aperta dalla sua Procura sulle ipotesi di reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ha precisato “coinvolgono non le Ong come tali, ma persone fisiche delle Ong“.

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Le ONG in azione sulle coste libiche (La Repubblica, 3 agosto 2017)

All’epoca il procuratore Cartosio sottolineò che la sua indagine non ipotizzava affatto comportamenti che possano far pensare a reati di associazione per delinquere e dunque non di competenza della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, come in effetti poi ha spiegato anche due giorni fa. A conclusione della sua audizione, il procuratore di Trapani aveva anche escluso di avere elementi per dire che i finanziamenti delle Ong potessero avere origini illegittime e che le finalità dei soccorsi in mare delle navi umanitarie potessero avere obiettivi diversi. Ovvero, la tesi di Zuccaro (e di Di Maio, visto che lo chiama in causa). La verità dei fatti, dicevamo.