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Forse Giorgia Meloni ha trovato un posto per Salvini nel suo governo

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Il futuro di Matteo Salvini non sarà al Viminale. Nonostante le “smentite” di facciata dei giorni scorsi, Giorgia Meloni non sembra essere intenzionata – e lo avrebbe ribadito nel corso delle interlocuzioni tra i partiti della prossima maggioranza a sostegno del suo prossimo governo – ad affidare nuovamente le chiavi del Ministero dell’Interno al segretario della Lega. Ma oltre al ruolo (meramente di facciata) di vicepremier nel prossimo esecutivo, il numero uno del Carroccio potrebbe comunque entrare a far parte della squadra di Palazzo Chigi, con un dicastero non di secondo piano, dove passeranno buona parte dei progetti legati al PNRR.

Matteo Salvini non andrà al Viminale, per lui Mise o Mit

Nelle ore in cui si stava consumando lo strappo a distanza tra Giorgia Meloni e Mario Draghi sui presunti ritardi nel PNRR, Matteo Salvini si è detto pronto a ricevere un “incarico di governo”. Non chiede più, dunque, esclusivamente il Ministero dell’Interno (che dovrebbe essere affidato a un “tecnico” come il prefetto di Roma Matteo Piantedosi, comunque vicino al Carroccio), ma apre le porte ad altre opportunità. Quali? L’elenco è molto ristretto.

L’ipotesi principale, al momento, parla del MiT (il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili). Il dicastero è attualmente guidato – e lo sarà fino all’insediamento del nuovo esecutivo – dall’economista Enrico Giovannini, coadiuvato dai suoi vice: Teresa Bellanova (Italia Viva) e Alessandro Morelli (Lega). Si tratta di un Ministero destinato ad avere un ruolo molto importante, se non fondamentale, nella gestione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ma non c’è solo questo.

Al posto di Giorgetti?

Se il MiT – al momento – sembra essere l’ipotesi più accreditata, all’interno delle trattative del totoministri di Giorgia Meloni è stato fatto il nome anche di un altro dicastero che potrebbe rimanere in quota Lega, ma cambiando direttore d’orchestra: Matteo Salvini, infatti, potrebbe essere il successore di Giancarlo Giorgetti (da tempo in rotta con il partito) al Ministero dello Sviluppo Economico. Così come detto per le Infrastrutture, anche in questo caso si tratterebbe di un ruolo di primo piano nella gestione dei soldi, dei piani e degli obiettivi da raggiungere per ottenere i fondi europei del PNRR.