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Matteo Salvini e il centrodestra a pezzi

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Il dado è tratto. Matteo Salvini, forte dei sondaggi che danno la Lega in crescita e Forza Italia in calo, rompe l’accordo con Forza Italia su Paolo Romani presidente del Senato e vota invece l’altra candidata di cui si vociferava come “riserva” di Berlusconi, Anna Maria Bernini. Aprendo così la crisi politica del centrodestra e praterie (cit.) per l’accordo con il MoVimento 5 Stelle.

Matteo Salvini e il centrodestra a pezzi

Salvini annuncia in sala stampa a Palazzo Madama che la Lega ha cambiato cavallo: «Abbiamo scelto di votare un candidato di centrodestra e un candidato di Forza Italia per vedere se le altre opposizioni hanno pregiudizi nei confronti di FI o nei confronti solo di un nome». Ufficialmente Salvini si muove «per senso di responsabilità verso il centrodestra ed il paese». Nessuno può far finta di non accorgersi che in questo modo il Capitano si mette contro il Cavaliere e il suo uomo, costringendolo a ritirarlo o a difenderlo strenuamente. Berlusconi sceglie la seconda strada: «I voti al Senato ad Anna Maria Bernini, strumentalmente utilizzata, sono da considerarsi un atto di ostilità a freddo della Lega che da un lato rompe l’unità della coalizione di centrodestra e dall’altro smaschera il progetto per un governo Lega/M5S», dice una nota di Forza Italia.

anna maria bernini

Brunetta non aspettava altro per cominciare a litigare: «Siamo di fronte a un atto ostile che ha anche del ridicolo. Se ne assume la responsabilità la Lega. Salvini mette in crisi l’unità del centrodestra». Fratelli d’Italia invece prima offre una sponda a Salvini con Giorgia Meloni che dice che il partito deciderà domani quale nome votare, nonostante quello di Romani fosse stato deciso dal centrodestra ieri; poi prova a fare da paciere tra i due alleati senza troppa convinzione.

#silviostaisereno

A Silvio resta l’arma fine del mondo adesso: se la coalizione di centrodestra si rompe, Forza Italia non indicherà Matteo Salvini come presidente del Consiglio da incaricare a Mattarella. La Lega non sarà più il partito leader della coalizione che ha preso più voti. Ma prima di giocarla forse gli conviene aspettare prima di giocarsela. Stasera mentre i vertici di Forza Italia erano riuniti da quelle parti si è fatto vedere Umberto Bossi, che ha consigliato a Salvini di cercare i voti del Partito Democratico per far partire il governo invece di corteggiare i 5 Stelle. Invece l’asse tra 5 Stelle e Lega potrebbe già rafforzarsi da domani.

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L’alternativa è che Forza Italia si rassegni a scegliere un terzo nome, dando per bruciati Romani e Bernini, come le ha consigliato di fare Giorgetti a TgCom: “Vogliamo vedere come reagiscono soprattutto i 5 stelle, se sono contrari – ha spiegato – solo al nome di Romani o in generale ad una discussione politica responsabile. Vediamo come va con un nome come la Bernini, o uno simile su cui i 5 stelle potrebbero essere più disponibili”. Il nome, insomma, “può anche non essere quello della Bernini, deciderà Berlusconi, non abbiamo nulla contro Romani, lo avremmo votato ma dobbiamo uscire da questa situazione di stallo, serve buonsenso”. Il buonsenso di capire chi comanda.