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Un'altra indagine su Matteo Renzi?

matteo renzi

«La bomba scoppierà in autunno». A riportare il virgolettato, naturalmente anonimo, è Elisa Calessi di Libero. E il quotidiano si riferisce a un’altra indagine, stavolta nei confronti di Matteo Renzi, corredata da intercettazioni per un caso pronto a scoppiare a pochi mesi dalla data delle elezioni politiche.

Un’altra indagine su Matteo Renzi?

I dettagli della notizia sono naturalmente fumosi. Spiega il quotidiano che nel giro Renzi il timore è che tra qualche mese arriveranno intercettazioni compromettenti sull’ex premier. Per questo il partito sta manovrando per anticipare il voto:

La «bomba» di cui si parla – e chi lo fa, ne parla a ragion veduta – sarebbe un altro capitolo del filone Consip, un caso che riguarda di nuovo i rapporti tra imprenditori e “Giglio Magico”. Questa volta, però, secondo l’autorevole fonte che ha fatto la confidenza, Renzi sarebbe toccato più da vicino. Di più: il caso riguarderebbe proprio lui, non parenti o persone a lui vicine. Ci sarebbe, insomma, un salto di qualità in quella che i renziani definiscono «la gogna mediatica» per far fuori “Matteo”.

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La Calessi, che è moglie del renzianissimo Luciano Nobili (dato in pole per la segreteria del partito a Roma) parla quindi di un salto di qualità nella “gogna mediatica”, che accelererebbe, di fatto, le intenzioni di andare al voto a ottobre. Prima che la bomba scoppi.

Il caso Consip e i Renzi

Ovviamente la questione di cui parla Libero potrebbe costituire anche una di quelle tante leggende metropolitane che vengono utilizzate dalla politica per prendere decisioni o per convincere qualche riottoso a muoversi. In questo caso l’annuncio di una nuova indagine cade a fagiolo per la volontà di andare alle urne il prima possibile che coinvolge il partito, magari con il Rosatellum annunciato ieri. Ma anche qui l’ostacolo per Renzi ci sarebbe comunque: i maggiorenti del suo partito, che già hanno dato un segnale parlando di possibile alleanza con MDP dopo il voto, potrebbero non aver fretta ad andare alle urne per lo stesso motivo per cui i renziani ne avrebbero.  Commenta ancora Libero:

Ovvio che, se in autunno, a pochi mesi dalle elezioni, dovesse scoppiare una bufera giudiziaria che lo coinvolge, sarebbe azzoppato. Al di là delle responsabilità oggettive, che, come sempre, verrebbero accertate negli anni. Del resto, che il filone Consip non sia esaurito è un segreto di Pulcinella. Come è uscita la telefonata tra Renzi e il padre, così, si ragiona nelPalazzo, potrebbero uscirne altre. Non solo nel libro di Lillo.
Ieri, per esempio,tra i dem c’è chi puntava il dito sulla strana sequenza temporale: la telefonata tra il padre e “Matteo” è del 2 marzo. Ma dal momento in cui viene registrata, poi ascoltata e quindi trascritta devono passare almeno alcune settimane. Il 10 aprile Giampaolo Scafarto, il carabiniere del Noe indagato per aver manipolato gli atti,viene interrogato dalla procura di Roma. Dunque è sotto indagine da vari giorni. Da quando?Possibile che Scafarto abbia fatto tutto da solo? Quante altre persone hanno ascoltato quel materiale e quanto materiale ancora c’è?

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I protagonisti dell’inchiesta Consip (La Repubblica, 2 marzo 2017)

Ecco quindi che vanno delineandosi meglio i contorni di una vicenda ancora fumosa. E che scoppierebbe a settembre in piena preparazione della campagna elettorale che vedrà la prima corsa ufficiale di Renzi a Palazzo Chigi. Una corsa azzoppata. Che potrebbe veder vincitore qualcun altro. Magari oggi molto vicino a lui.

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