Economia

Il tetto del deficit cade in testa a Renzi

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Difficilmente quest’anno l’Italia rispetterà gli impegni di contenimento del deficit pubblico. Lo sottolinea la Banca Centrale Europea nel suo ultimo bollettino. Per l’istituto di Francoforte «restano rischi sulle possibilità del governo italiano di centrare l’obiettivo di un deficit di bilancio pari al 2,6% del Pil nel 2014, soprattutto dopo che il quadro economico è risultato peggiore del previsto». Si materializzano quindi i timori che già da alcuni mesi hanno contribuito ad offuscare l’immagine del premier italiano Matteo Renzi presso le élite europee, soprattutto dopo il fallimento del bonus di 80 euro e il ritorno in recessione. Sempre nel bollettino, la BCE suggerisce un «ulteriore consolidamento del bilancio per essere in linea con il Patto di Stabilità». Una soluzione che, come ormai ampiamente dimostrato anche da studi della stessa Banca Centrale Europea, rischia di essere controproducente.
 
UNA STRATEGIA CONTROPRODUCENTE
Secondo i calcoli dei ricercatori della BCE, infatti, i moltiplicatori fiscali della spesa pubblica sono maggiori di 1, il che significa che tagliando la spesa, come si propone di fare il governo attraverso la spending review, il PIL calerà ulteriormente, con il rischio di allontanare l’obiettivo del 2,6%.
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Perseguendo il tentativo di riportare in equilibrio il bilancio attraverso le misure di austerità, insomma, un governo si trova ad inseguire la sua stessa coda ed in più l’aumento delle spese a causa della disoccupazione rischia di sopravanzare i risparmi ottenuti tramite i tagli.
 
COSA C’È CHE NON VA
Il brano del bollettino della Bce che segnala il disavanzo delle amministrazioni pubbliche:

In Italia, le amministrazioni pubbliche hanno registrato nel primo trimestre dell’anno un disavanzo pari a circa l’1,6 per cento del PIL su base annua (secondo il SEC 95); questo risultato segna un miglioramento di 0,2 punti percentuali sullo stesso periodo dello scorso anno che può essere ricondotto principalmente a un calo della spesa pubblica, specie di quella in conto capitale, a fronte di un rapporto entrate/PIL annuo pressoché costante. Gli ultimi dati disponibili del bilancio del settore statale sulle entrate tributarie per i sei mesi fino a giugno 2014 indicano una diminuzione di circa lo 0,1 per cento del PIL su base annua rispetto al periodo corrispondente dell’anno scorso. Tale calo può, tuttavia, essere imputabile a scadenze diverse per il versamento delle imposte, in particolare nel caso della tassazione del lavoro autonomo e degli immobili. Persistono i rischi per il conseguimento dell’obiettivo di disavanzo pubblico per il 2014 (2,6 per cento del PIL), soprattutto alla luce di andamenti economici peggiori delle attese. In prospettiva, è importante rafforzare ulteriormente l’orientamento delle politiche di bilancio nazionali al fine di assicurare il rispetto degli obblighi del Patto di stabilità e crescita, in particolare per quanto riguarda la riduzione del debito delle amministrazioni pubbliche in rapporto al PIL.

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Le raccomandazioni della Bce all’Italia per le politiche di bilancio