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Massimo Ferrero: l’indagine sul presidente della Sampdoria

massimo ferrero compagna 1

Dalle casse della Sampdoria sarebbero spariti 1,2 milioni, parte dei soldi incassati per la cessione al West Ham di Pedro Obiang nell’estate del 2015. Il denaro sarebbe stato distratto attraverso l’utilizzo di fatture false emesse da una società riconducibile al presidente dei blucerchiati Massimo Ferrero, anche se amministrata da un altro soggetto, e successivamente riutilizzato sia per sanare debiti di altre imprese del gruppo sia per finanziare un film prodotto da altre due società, sempre riferibili al presidente della Sampdoria.

Massimo Ferrero: l’indagine sul presidente della Sampdoria

Sono sei le persone indagate nell’ambito dell’indagine della Guardia di Finanza che ha portato al sequestro di beni nei confronti di Massimo Ferrero. Il sequestro, emesso dal Gip del Tribunale di Roma, ha riguardato beni e disponibilità finanziarie per 2,6 milioni di euro. Il provvedimento è scattato anche nei confronti della Sampdoria, per un importo di circa 200mila euro, e un immobile di pregio a Firenze. Le indagini hanno inoltre fatto emergere finte controversie di lavoro, dinanzi alla direzione Territoriale del Lavoro di Roma, mediante le quali, simulando l’esistenza di rapporti di lavoro subordinato con 5 società del gruppo, venivano conclusi 5 distinti accordi transattivi, con percezione indebita di 500 mila euro (100 mila euro per ciascuna società). La successiva ricostruzione dei flussi finanziari ha permesso di accertare che buona parte di tali somme sono state impiegate per l’acquisto di un immobile di pregio in Firenze.

massimo ferrero compagna

Nel 2017 era emersa un’indagine per reati come appropriazione indebita mentre la sua compagna era accusata di riciclaggio.  L’inchiesta era partita dopo le segnalazioni di anomalie in alcuni passaggi bancari segnalate dall’UIF, l’autorità antiriciclaggio della Banca d’Italia. Tra il 2014 e il 2015 791mila euro, di cui 52mila in contanti, sarebbero finiti sui conti di varie società riconducibili al presidente. Sul tavolo degli inquirenti ci sono anche otto assegni emessi da Ferrero in favore della compagna per un totale di 350mila euro nel 2014, e tre bonifici da 257mila euro. Il 24 novembre dello stesso anno, la donna aveva comprato una casa a Firenze per 800mila euro. L’ultima segnalazione riguarda altri due bonifici per 610mila euro disposti dall’Unione Calcio Sampdoria in favore della “Vici srl”, società cinematografica di Ferrero. Il giorno dopo aver ricevuto il bonifico, la “Vici” avrebbe emesso assegni circolari per mezzo milione a favore della Livingstone, la compagnia aerea fallita per bancarotta e che è costata al “Viperetta” un patteggiamento a un anno e 10 mesi di carcere.

L’immobile sequestrato ai Ferrero

In particolare, sono state sottoposte a sequestro disponibilità finanziarie riferibili agli indagati nonché un immobile residenziale di pregio a Firenze, in via dei Renai. La Sampdoria Calcio è destinataria di un sequestro per un importo di oltre 200mila euro, corrispondente al profitto del reato tributario accertato. Le ipotesi di reato contestate sono, a vario titolo, quelle di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, appropriazione indebita, autoriciclaggio, truffa e impiego di denaro di provenienza illecita.

“E’ evidente come dalla ricostruzione dei rapporti economico-commerciali la Vici srl è stata utilizzata dal gruppo Ferrero quale schermo societario al fine di drenare risorse economiche dalla U.C. Sampdoria allo scopo di impiegarle, per motivi estranei alle finalità sociali, in particolare per finanziare la produzione e distribuzione di film” attraverso altre aziende. scrive il gip di Roma, Antonella Minunni nel decreto con cui ha disposto una serie di sequestri che coinvolgono anche l’imprenditore Massimo Ferrero. Dal provvedimento di 42 pagine emerge che oltre al presidente della Samp sono indagati dai pm della Procura di Roma anche la figlia dell’imprenditore Vanessa, il nipote Giorgio Ferrero oltre che la compagna Manuela Ramunni. Nel registro degli indagati anche i manager Marco Valerio Guercini e Andrea Diamanti

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