Opinioni

Massimo D'Alema e il complotto di Vodafone in Iran

Oggi Massimo D’Alema ha rilasciato oggi un’intervista ad Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera criticando l’ex premier Renzi, che a suo dire «distrugge le radici del PD» e dichiarando che i fondatori del partito sono ignorati e la minoranza è simpatica ma non incide. Il colloquio però comincia in un modo abbastanza curioso: per discolparsi dall’accusa di stare organizzando una rete di candidati alternativi al PD (il solito complotto di cui periodicamente lo accusano senza prove) D’Alema dice che non si trovava in Italia mentre in questi giorni si contavano le schede bianche a Roma e si analizzava il ricorso di Bassolino perché si trovava in Iran e lì Vodafone non prende:

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L’intervista di Massimo D’Alema sul Corriere (11 marzo 2016)

Massimo D’Alema, allora ci siamo? Bray candidato a Roma, Bassolino a Napoli, tutti contro Renzi, con lei regista?
«Sono sbarcato all’alba a Fiumicino dall’Iran, dove Vodafone non prende. Non avevo né telefono né Internet. Non so nulla di quello che è successo in questi giorni. So solo che il Pd versa in una condizione gravissima, e la classe dirigente reagisce insultando e calunniando con metodi staliniani».
Lei a Roma sostiene Bray, sì o no?
«Massimo Bray è un mio carissimo amico, ma è un uomo libero e indipendente. È anche una delle persone più testarde che ho conosciuto in vita mia. Non sente nessuno; decide, e va rispettato nella sua decisione. E non è neppure iscritto al Pd. Basta consultare la Rete per vedere quanti cittadini e associazioni si stanno rivolgendo a lui; anche se io non figuro, non faccio parte di questa comunità».

Ma c’è un problema. Sul suo sito invece Vodafone sostiene che tra i paesi dove invece si possa comunicare attraverso l’operatore ci sia anche l’Iran.
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Certo però che il costo non è indifferente. Forse quindi dobbiamo pensare che quello di D’Alema & Co. sia un complotto low cost?

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