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Le Pen promette che se vincerà le elezioni vieterà l'uso del velo negli spazi pubblici in Francia

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marine le pen velo francia

Tra le promesse fatte in campagna elettorale per le presidenziali francesi, Marine Le Pen, candidata di spicco della destra d’oltralpe con il Rassemblement National, ha spiegato che vieterà “l’uso del velo negli spazi pubblici” sanzionando “con una multa” chi lo indosserà. “Verrà inflitta una contravvenzione così come accade per il divieto di circolare senza la cintura di sicurezza. Mi sembra che la polizia possa riuscire molto bene a fare applicare questa misura”, ha affermato in un’intervistata alla radio RTL a tre giorni dal voto che stabilirà il prossimo inquilino dell’Eliseo per i prossimi 5 anni. Nel 2011, la Francia era stata il primo Paese europeo a varare una legge che proibisse la “dissimulazione del volto nei luoghi pubblici”, senza menzionare però esplicitamente il velo integrale islamico. Ad oggi le donne che indossano il burqa o il niqab devono pagare una multa, e possono essere obbligate a seguire uno stage di “educazione civica”.

Le Pen promette che se vincerà le elezioni vieterà l’uso del velo negli spazi pubblici in Francia

“È una misura assolutamente applicabile – sostiene Le Pen – ed è ancora una volta una misura che i francesi chiedono, perché in questi ultimi venti anni questo velo è stato utilizzato dagli islamisti come uniforme e come dimostrazione dell’avanzata del fondamentalismo islamista”. La leader di destra ha spiegato che non sarà più vietata la kippah ebraica. L’esito per il momento resta incerto: lo scarto tra i due candidati considerati da mesi i probabili finalisti, il presidente uscente Emmanuel Macron e – appunto – Le Pen, continua a ridursi, anche nelle proiezioni per il secondo turno, in programma per il 24 aprile. Mentre non si può del tutto escludere una ‘sorpresa Mélenchon’, terzo per intenzioni di voto in vista del primo turno e solo il 62% degli iscritti nelle liste elettorali si dice certo di andare a votare.

Lo scontro con Macron, cosa dicono i sondaggi

Le elezioni in Francia funzionano in modo simile a quelle in Italia per i sindaci dei grandi comuni: se nessuno supera il 50% dei voti si procede a un secondo turno con i due candidati più votati. Lo scarto tra Macron e la deputata del Pas-de-Calais è sceso a soli 5 punti percentuali nelle intenzioni di voto per il primo turno, mai così ridotto finora e molto diverso da quello dell’8 marzo scorso, a due settimane dall’inizio della guerra in Ucraina – quando il divario era massimo – che aveva superato i 18 punti percentuali, con il 33,5% del presidente uscente contro il 15% della sua avversaria. Al secondo turno, secondo lo stesso sondaggio, il divario tra i due resta stabile rispetto alla settimana scorsa, con il 53% di Macron e il 47% di Le Pen, diverso da inizio marzo, quando lo scarto era 61 a 39%.