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Come gli sciacalli di Marine Le Pen fanno campagna elettorale sull'attentato agli Champs-Elysées

«L’islamismo è un’ideologia egemonica e mostruosa che ha dichiarato guerra alla nostra patria, alla ragione e alla civiltà», così Marine Le Pen durante la conferenza stampa di questa mattina è tornata ad evocare lo spettro dello scontro di civiltà dopo l’attentato di ieri sera a Parigi agli Champs-Elysées. Come era prevedibile, e come è già successo in passato, la leader del Front National cavalca l’onda delle reazioni all’ennesimo attacco al cuore della Francia per poter ribadire che se e quando sarà eletta Presidente si adopererà per porre fine alla violenza terrorista sul suolo francese.
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Il sangue delle vittime come carburante per la propaganda del Front National

L’attacco di ieri sera è stato fin da subito strumentalizzato dai sostenitori della Le Pen; nonostante tutti i candidati abbiano promesso di intervenire con decisione per stroncare le attività dei terroristi dell’ISIS in Francia la Le Pen, in virtù delle sue ben note posizione anti islamiche, si trova nella posizione migliore per poter dire che cosa bisogna fare. In breve la Le Pen ha proposto di dare vita ad un governo d’unità nazionale per fronteggiare la minaccia islamica promettendo al tempo stesso nuove e più restrittive leggi in materia d’immigrazione, questo nonostante l’attentatore di ieri – come altri in passato – fosse un cittadino francese. I sostenitori della Le Pen, galvanizzati dagli eventi di queste ore, si sono attivati per spiegare che alle elezioni di domenica 23 aprile l’alternativa è tra Youssouf El Osri, Mohamed Lahouaiej, Chérif Kouachi, Salah Abdeslam e Marine Le Pen. Insomma gli altri candidati stanno tutti “con i terroristi” mentre l’unica che è in grado di garantire la sicurezza del Paese è la candidata del FN. Certo, c’è il piccolo non trascurabile dettaglio che El Osri si è costituito stamane ad Anversa e che per la polizia belga non c’è al momento nessun legame tra l’attacco a Parigi e il Belgio. Secondo quanto riporta la tv pubblica fiamminga Vrt l’uomo presentatosi spontaneamente al commissariato ad Anversa avrebbe un alibi e nega ogni coinvolgimento nei fatti di Parigi. La Procura riferisce che El Osri è una persona già nota alle forze dell’ordine per casi gravi di traffico di stupefacenti ma non ha legami con il terrorismo né risulta essere radicalizzato. L’autore dell’attentato, ucciso durante l’attacco, risponde invece al nome Karim Cheurfi ed è un cittadino francese. Ma niente paura perché anche per “quelli come lui” la Le Pen ha una soluzione: privarli della nazionalità in caso nei confronti di cittadini francesi di origine straniera venga emessa la Fiche S ovvero il documento che indica che una data persona costituisce una minaccia per la sicurezza nazionale.
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Il meccanismo è semplice: se tra gli altri candidati esiste un tacito accordo per fermare la Le Pen al secondo turno (perché è scontato che anche senza questo attentato il FN sarebbe arrivato al ballottaggio) allora tutti gli altri candidati vengono presentati alla stregua dei nemici della Francia. La contrapposizione tra “noi” e “loro” si fa netta.
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Marine Le Pen e i suoi sostenitori

Questa non è un’elezione presidenziale, scrivono e twittano gli elettori e i sostenitori di Le Pen: è l’ultima chance per liberarsi dal terrorismo, dall’Unione Europea, dall’euro e per cacciare fuori gli immigrati. Marine Le Pen è l’unica soluzione (o la soluzione finale?) ai problemi della sicurezza francese.
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Gli appelli al voto a favore della Le Pen vengono fatti anche a nome delle vittime. Pensate a loro, cosa potrebbe succedere se Marine e il FN non riuscissero a vincere? Ancora più caos, ancora più violenza e magari pure una guerra civile.
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Più che ad un bivio la Francia sembra così sull’orlo del baratro e la paura è lo strumento con il quale gli elettori del Front National cercano di convincere i francesi a scegliere la loro candidata. Ma il punto è che al di là della paura e dell’odio la Le Pen non ha altri progetti. Il Front National avrebbe sicuramente vinto al primo turno anche senza questo attentato, perché da mesi i sondaggi indicano chiaramente che la Le Pen è il candidato favorito. La vera partita si giocherà però al ballottaggio, ed è questo il gioco che gli sciacalli del FN stanno giocando già da ora.