La macchina del funky

Marco Travaglio spiega perché Salvini non molla Berlusconi

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Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano oggi si fa qualche domanda e si dà qualche risposta sull’atteggiamento di Matteo Salvini, che nonostante le uscite a mezza bocca non conclude la sua alleanza con il MoVimento 5 Stelle perché questo darebbe un dispiacere a Berlusconi. Perché?

Eppure la Cara Salma continua a dettare legge: Salvini, al netto delle rodomontate, torna all’ovile a ogni richiamo all’ordine. Come se avesse il guinzaglio troppo corto per uscire di casa senza il padrone. Evidentemente c’è qualcosa che i due sanno e noi non sappiamo. Solo le famose fidejussioni con cui B. garantì la Lega con le banche e che lo resero azionista del Carroccio fin dai tempi di Bossi, nel lontano 2000? O qualcos’altro? Mistero.

Sta di fatto chela Lega è legata tutt’oggi indissolubilmente a lui. Se i 5Stelle sfidano Salvini a slegarsi ben sapendo che non può farlo, sono dei politici astuti. Ma se credono davvero che possa farlo, sono dei fessi e dei poveri illusi.Anche se Salvini, immemore della fine di Fini, si immolasse come i kamikaze mollando il Caimano, difficilmente lo seguirebbe l’i n t era Lega. Qualcosa ci dice che, a quel punto, la pattuglia parlamentare del Carroccio si assottiglierebbe giorno per giorno, con una lenta ma inesorabile transumanza di parlamentari verso il gruppo forzista: i bossiani e i maroniani ora stanno allineati e coperti, ma fino a quando?

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Il sondaggio SWG pubblicato dal Messaggero (13 aprile 2018)

Per Travaglio però c’è anche dell’altro. Ovvero: un eventuale accordo con la Lega non durerebbe troppo perché i numeri su cui si regge la maggioranza sarebbero scarsi e si assottiglierebbero ulteriormente grazie all’azione dello stesso Berlusconi:

Se qualcuno pensa che Maroni abbia lasciato la Regione Lombardia per fare il rubrichista del Foglio, cioè per entrare in clandestinità, si illude. Poi, certo, c’è anche l’ipotesi che B. finga di accettare un governo M5S-Lega, limitandosi a un appoggio esterno senza ministri in cambio di garanzie per le aziende e i processi (ci stanno lavorando i vari Ghedini e Confalonieri, che incontra Lotti e altri senza che nessuno si scandalizzi o domandi a che titolo, mentre Mediaset si libera dei “populisti”Del Debbio, Belpietro e Giordano).

Ma, dopo qualche settimana, un appoggio esterno ininfluente diventerebbe determinante con la solita compravendita di parlamentari leghisti. Che razza di “governo di cambiamento” sarebbe quello che non può neppure sfiorare i conflitti d’interessi, i trust editoriali, la Rai, la corruzione, l’evasione, la mafia e alle altre ragioni sociali di FI? Ieri Salvini vaneggiava di “riforma della giustizia”e B. annuiva: è sicuro Di Maio che sia la stessa che ha in mente lui?

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