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Marco Travaglio sceglie i ministri del governo PD-M5S

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Marco Travaglio sul Fatto di oggi parla del prossimo governo PD-M5S dandolo oramai per fatto (e non si dovrebbe mai vendere la pelle dell’orso eccetera). Prima critica i cinque punti programmatici elencati ieri da Nicola Zingaretti sostenendo che sono troppo generici:

Quindi o nasce un governo serio e blindato, o è meglio votare subito, prima che Salvini si riabbia dalle sbornie e dalle sberle estive. Un governo serio non pub partire dai veti, ma da una trattativa su poche cose da fare nei primi mesi (poi. se funziona, ai procede). Invece Zingaretti (subito smentito da Renzi) parte dai veto “Discontinuità”rispetto a Conte (troppo popolare?) e agli ex ministri (solo dell’ultimo governo o anche dei capolavori di Monti, Letta, Renzi e Gentiloni?). Quanto al programma, presenta 5 punti. Di sutura. “Appartenenza leale all’Ue”: slurp.

“Democrazia rappresentativa, a partire dalla centralità delParlamento”: mecojoni. Sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale”: gnamm. “Cambio nella gestione dei flussi migratori”: perbacco. “Ricette economiche e sociali in chiave redistributiva”: apperò. Vasto programma, direbbe De Gaulle. Ma così vago e vacuo che, con qualche distinguo, potrebbe starci pure Salvini. E persino CasaPound. B. ci sta sicuro, con Dell’Utri dai domiciliare e Previti dalla clinica.

pd governo m5s di maio

E poi fa l’elenco dei ministro che vorrebbe vedere nel nuovo governo, con l’usato sicuro pronto all’utilizzo:

Ora si attende la lista dei “discontinui”del Pd, noto vivaio di teneri virgulti: Gentiloni? Franceschini? Prodi? Veltroni? Napolitano? Letta? Lotti? Martina? Pinotti? Fedeli? Madia? Lorenzin? Padoan? Troppo continui. Però restano altre garanzie di efficacia e soprattutto serietà: Orfini, Morani, Ascani, Gozi (se Macron ce lo presta), mai stati ministri per ovvi motivi. Senza dimenticare Cantone, che si porta su tutt. Tutti carneadi oltre la frontiera di Chiasso.

Messi come siamo, col poco tempo che darà Mattarella, di tutto c’è bisogno fuorché di trovatine nuoviste tipo Corrida dei dilettanti allo sbaraglio. Serve gente che sappia subito dove metter le mani, non per rubare ma per fare. Chi ha avuto un buon ministro dell’Interno come Minniti o degli Esteri tipo Gentiloni dovrebbe rinviare la discontinuità a tempi migliori e far fuoco con la legna che ha. Idem per il M5S che, a parte 4-5 uomini di governo (Conte, Di Maio, Bonafede, Fraccaro, Bonisoli), ha la panchina corta. Sennò tanto vale lasciar perdere subito e votare: prima comincia il monocolore Salvini, prima finisce.

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