Fact checking

Marco Travaglio e l'alleanza M5S-Bersani

alessandrodamato|

Nell’editoriale di oggi sul Fatto Quotidiano Marco Travaglio prende sul serio

La ripartizione dei seggi alla Camera nel sondaggio di Demopolis per Otto e 1/2

Sostiene Travaglio che la base grillina è molto più vicina ai valori della sinistra tradita (ambientalismo, lotta alle mafie e alla corruzione, legalità, beni comuni, protezione sociale, pacifismo) che a quelli della nuova destra. E dice che un’alleanza con
La simulazione della ripartizione dei seggi alla Camera da Demopolis

Dunque, anche se il dialogo col M5S andasse in porto, i suoi voti non basterebbero a fare maggioranza. In ogni caso, tutti questi “se ”e “ma” lasceranno il tempo che trovano fino alla sera delle elezioni: prima, nessuno avrà interesse a scoprire le carte per non regalare voti agli avversari. Una cosa però, se davvero fossero interessati almeno a provarci, i 5Stelle e la nuova sinistra potrebbero fare subito, di qui alle elezioni: scrivere programmi seri, realistici e almeno in parte compatibili.
E smussare le rispettive proposte dalle punte più impraticabili, velleitarie e ideologiche. Quando, prima del voto, si parla chiaro agli elettori, promettendo poche cose realizzabili e innovative con un approccio laico e pragmatico, c’è pure il caso che, dopo il voto, gli avversari più vicini o meno lontani riescano a comunicare. Persino la mucca e il grillo.

Insomma una corrispondenza d’amorosi sensi da cominciare in questa fase politica e una corsa comunque in solitaria dei due schieramenti per coglierne i frutti a urne chiuse, per la nascita di un governo “di programma” dei grillini con Bersani. Con un dettaglio problematico: a Roma molti esponenti della stagione veltroniana e rutelliana sono arrivati a popolare l’amministrazione Raggi con alterne fortune e un certo grado di opposizione interna al M5S che voleva soltanto “facce nuove”. Nel governo nazionale questa situazione sarebbe molto più visibile. Quanto ci metterebbero a urlare al tradimento?

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