Economia

Marco Ponti: l’esperto di Toninelli scopre che il ministro vuole fare la TAV

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Marco Ponti è il professore di economia dei trasporti che in questi mesi ha supportato il MoVimento 5 Stelle e il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli nella sua guerra contro l’Alta Velocità. Come era ampiamente prevedibile, Toninelli lo ha mollato e lui oggi rilascia una serie di interviste furiose per dire che il ministro non risponde nemmeno più alle sue email. L’intervista di Marco Imarisio sul Corriere della Sera:

Professor Marco Ponti, su Tav e grandi opere il vento è cambiato anche nel governo?
«Mi sembra evidente. Il ministro Toninelli ha di fatto deciso che non si blocca più nessun cantiere, compreso quello della Tav».

Si sente tradito?
«No. Mi dispiace, che è un’altra cosa. A cominciare da quella sulla Tav, le nostre analisi costi-benefici sono state usate per fini politici, ma appare evidente che non saranno mai applicate».

Davvero Toninelli non risponde più alle sue mail?
«È così. Ma forse non abbiamo molto da dirci. Il ministro si è rivelato identico al suo predecessore Graziano Delrio».

toninelli marco ponti

Detto da lei non sembra un complimento.
«Non lo è infatti. Anche Delrio aveva detto che ogni cantiere sarebbe stato giudicato in base alle analisi costi-benefici. Poi, quando si è trovato di fronte agli interessi costituiti, ha cambiato idea dicendo che nulla doveva essere toccato perché si trattava di opere fondamentali. Trovate le differenze tra lui e Toninelli. Non ci sono».

Non le sembra un giudizio severo?
«A me Toninelli diceva che bisognava analizzare da capo tutto, a cominciare dalla Tav. Ci ha chiamato lui. Era pronto, mi copriva le spalle. Poi, appena ci sono stati un minimo di resistenza dei poteri costituiti e un problema di consenso, chi l’ha più visto e sentito. Come Delrio, come Renzi, come la famosa lavagna di Berlusconi in diretta da Bruno Vespa, piena di grandi opere inutili. Pagheremo caro, pagheremo tutto, noi contribuenti».

Che Toninelli e il M5S avrebbero mollato una persona seria come Marco Ponti era ampiamente prevedibile, perché da sempre i grillini fanno così: sfruttano quelli come lui per fare propaganda finché servono, poi cambiano politica e li abbandonano al loro destino. L’errore, grave, di Ponti, è esserci cascato. Lui è furioso anche con la Stampa:

«Il ministro Toninelli non ha chiesto alla commissione di fare un’analisi di carattere finanziario. Riepilogo: l’analisi costi e benefici resta negativa anche se arriva un emiro e la paga per intero. Dal punto di vista finanziario il costo economico per l’Italia è evidente che la spesa si riduce. Ma l’opera è inutile».

Secondo lei l’offerta di Bruxelles potrebbe spingere il governo nella sua collegialità a dire sì alla Tav?
«La scelta se realizzare o meno l’opera era, e rimane, politica».

A che punto sono le altre analisi costi e benefici?
«Non ne saranno fatte di nuove. Si sta ripetendo quanto è successo quando al governo c’era il ministro Delrio. Io avevo collaborato per definire i criteri per un’analisi costi e benefici a cui avrebbero dovuto essere sottoposte tutte le grandi opere. Poi tutto è finito nel cassetto».

Vuol dire che sta succedendo anche adesso che al governo c’è il M5S?
«Sì. Non sarà più realizzata alcuna analisi costi e benefici per quanto riguarda le infrastrutture del Sud. Stiamo parlando di opere per 20 miliardi, mica bruscolini».

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