La macchina del funky

Marco Pannella e i soldi dei Radicali

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Alessandro Trocino sul Corriere di oggi fa i conti in tasca a Marco Pannella e tocca l’argomento della successione nel Partito Radicale, che negli ultimi tempi era spaccato in due tra pannelliani ed eretici in un contrasto che sembra molto lontano dal ricomporsi:

L’«eredità» di Pannella? Maurizio Turco sorride: «Non c’è alcuna eredità, Marco non possedeva nulla». Eppure non è proprio così. Pannella è stato finora il padre nobile, ma anche il garante e, di fatto, il proprietario di molto: dei simboli (dalla Rosa nel Pugno alla Lista Pannella) e della sede di via di Torre Argentina. Insieme a lui, hanno gestito tutto i fedelissimi Maurizio Turco, Matteo Angioli e Rita Bernardini. Che ne sarà ora? E che ne sarà della radio, che con Massimo Bordin e Alessio Falconio è stata sempre vicina ai dirigenti storici? Turco, prima della morte di Pannella, al Corriere aveva previsto qualche «bacio di Giuda». La guerra è scoppiata all’ultima assemblea del 23-24 aprile. Ma è solo l’inizio.

pannella bonino
Ora che il leader non c’è più la vecchia guardia e i giovani dovranno scontrarsi per il partito, che non fa un congresso dal 2011. La strategia politica cambierà?

Non è chiaro se vi sia un testamento di Pannella. L’ultimo di cui si ha notizia, si sussurra, risale al 2011, quando andò in Croazia. Ma qualcosa è cambiato negli ultimi due mesi. È passata quasi sotto silenzio, nonostante un comunicato ufficiale, una «donazione» di Pannella, già malato e rinchiuso nella casa di via della Panetteria: il 25 marzo il leader radicale ha versato 100 mila euro di tasca sua. Cinquantamila sono finiti al Comitato mondiale per lo Stato di diritto, presieduto da Giulio Maria Terzi (segretario Matteo Angioli). Altri 50 mila sono finiti al «partito». Che non ha un presidente e non fa un congresso dal 2011. Ma è di fatto nelle mani della vecchia guardia.

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