Opinioni

«Marco Lillo querelerà Matteo Renzi»

marco lillo matteo renzi

Marco Travaglio ha annunciato a DiMartedì che Marco Lillo querelerà Matteo Renzi per quello che l’ex premier ha scritto su Facebooke che noi abbiamo ripreso – riguardo un risarcimento danni in una causa civile che avrebbe coinvolto il giornalista. La querela arriverà perché, ha spiegato Travaglio, Lillo non ha mai pagato un risarcimento a Renzi: l’aneddoto che il segretario del Partito Democratico ha raccontato riguarda un giornalista de L’Espresso e non Lillo.
marco lillo matteo renzi
Cosa aveva scritto Matteo Renzi? A proposito della pubblicazione della telefonata tra lui e il padre da parte del Fatto l’ex premier su Facebook ha raccontato di una clausola di riservatezza che gli avrebbe fatto mettere Lillo:

Io mi limito a osservare, registrare tutto quello che sta accadendo che è impressionante e attendere che una sentenza certifichi la verità. Non ho fretta. Osservo anche i dettagli. Sono umanamente provato, ovvio, e si vede quando vado in TV dalla Gruber, ma ribadisco sempre la stessa cosa: vogliamo che sia fatta piena luce su questa vicenda.
Gli avvocati hanno materiali per un risarcimento danni copioso (del resto lo stesso Marco Lillo mi conosce visto che già in un caso ha preteso di mettere una clausola di riservatezza così da non dire fuori se e quanto ha dovuto pagare: fanno sempre così i teorici della trasparenza, altrui). Spero che bastino per pagare i mutui della mia famiglia: perché noi come tutti gli italiani abbiamo i mutui, non le tangenti.

Travaglio a DiMartedì ha segnalato che la vicenda raccontata è vera ma non riguarda Marco Lillo, bensì l’Espresso e un suo giornalista: l’editore ha deciso di chiudere un contenzioso pagando un risarcimento ma ottenendo una clausola di riservatezza. Travaglio non ha specificato chi fosse il giornalista coinvolto. Giovanni Floris ha invece specificato che la procura ha aperto un’indagine a carico di ignoti per la violazione del segreto istruttorio e per pubblicazione di atti coperti da segreto per Lillo, specificando che la pena eventualmente prevista è il pagamento di una multa o trenta giorni di carcere.
telefonata renzi padre
Il dialogo riportato da Lillo ha a che fare con la conoscenza dell’imprenditore Alfredo Romeo (accusato di corruzione per gli appalti Consip) da parte di Tiziano Renzi. “E’ una cosa molto seria”, dice Renzi al padre. E si raccomanda: “Devi ricordarti tutti gli incontri e i luoghi, non è più la questione della Madonnina e del giro di merda di Firenze per Medjugorje”. Tiziano, che è devoto alla Madonna e crede nelle sue apparizioni, lo ferma: “Non devi dire così”. “Stai distruggendo un’esperienza”, replica il figlio, che poi aggiunge: “Devi dire nomi e cognomi”. “È vero che hai fatto una cena con Romeo?” chiede Matteo al padre. I carabinieri nel brogliaccio annotano: “Tiziano dice di no e che le cene se le ricorda ma i bar no”. E poi: “Matteo ascolta: io non ho mai incontrato Romeo. Fidati”. “Non ti credo”, è la risposta di Renzi jr. Tiziano insiste: “Non me lo ricordo”. Poi aggiunge: “L’unico può essere stato…”. Matteo lo interrompe: “Non ti credo e devi immaginarti cosa può pensare il magistrato. Non è credibile che non ricordi di avere incontrato uno come Romeo, noto a tutti e legato a Rutelli e Bocchino”.
tiziano renzi marco travaglio
Tiziano risponde citando un ricevimento in un albergo: “Quando lui ha fatto il ricevimento al Four Season c’erano una serie di imprenditori ma c’era anche Lalla (Laura Bovoli, madre di Matteo Renzi, ndr) e siamo andati via subito”. Allora Matteo si raccomanda: “Non dire che c’era mamma, altrimenti interrogano anche lei”. Poi prosegue: “Hai incontrato Romeo in un’altra situazione?”. Tiziano ancora una volta risponde che non ricorda. Matteo ribatte: “Andrai a processo, ci vorranno tre anni e io lascerò le primarie”. Tiziano si difende: “Se non me lo ricordo, non posso farci nulla”. Matteo aggiunge: “Io non voglio essere preso in giro e tu devi dire la verità in quanto in passato la verità non l’hai detta a Luca, e non farmi aggiungere altro. Devi dire se hai incontrato Romeo una o più volte e devi riferire tutto quello che vi siete detti”. Il figlio insiste: “Non puoi dire bugie o non mi ricordo, devi ricordarti che non è un gioco”. Poi chiede a che ora vedrà l’avvocato Bagattini e Tiziano risponde: “Ora”. Matteo ribadisce: “Digli tutta la verità”. Poi lo saluta e attacca.
EDIT 17 maggio: Lillo sul Fatto spiega com’è andata:

L’Espresso, il 23 dicembre 2008, aveva pubblicato un’inchiesta –sui casi giudiziari del Pd in Italia –a doppia firma: la mia e quella del mio caporedattore. Fu proprio quest’ultimo a chiedermi di occuparmi del partito nelle Regioni del Sud: ne scrissi senza errori e senza problemi legali. Il caporedattore, invece, si occupò del Centro-Nord: trovò una notizia su Renzi, la scrisse e la editò in pagina. Renzi sporse querela. Il collega, molto bravo e solitamente scrupoloso, ammise il proprio errore e mi disse: “Tu non c’entri Marco, riguarda me e me ne occupo io”. Pochi mesi dopo, me ne andai e partecipai alla fondazione de Il Fa t to. Non seppi più nulla di quella vicenda e non me ne preoccupai più perché, per compiere il reato, ci vuole il “dolo” e io non ero stato responsabile neppure di una “colpa”.

 

Leggi sull’argomento: Una causa di Matteo Renzi contro Marco Lillo?