Fact checking

L’ispettore Marcianò ha appena trovato le prove della “demolizione controllata” del Ponte Morandi

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Oggi sono stati abbattuti gli ultimi due tronconi del Ponte Morandi. È stato scelto di utilizzare delle cariche esplosive per demolire le pile 10 e 11, questo contrariamente a quanto annunciato a dicembre dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti che a Circo Massimo aveva dichiarato che non sarebbe stato fatto esplodere. C’è però chi ancora non si arrende alle teorie del complotto sulla tragedia nella quale hanno trovato la morte 43 persone.

La teoria del complotto sul crollo del Ponte Morandi

Tra le tante teorie cospirazioniste quella di maggiore successo nell’ambiente degli ingegneri laureati all’Università dell’Internet c’era quello che in realtà l’incidente non fosse incidente ma in realtà facesse parte di un piano malvagio dei soliti Poteri Forti. Si parlò subito, senza alcuna prova concreta, di “demolizione controllata”. La stessa teoria utilizzata per spiegare con fatti alternativi eventi come il crollo delle Torri Gemelle in seguito all’attentato dell’11 settembre 2001.

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Fino ad oggi gli esperti di complotti non avevano prove che quanto andavano dicendo. Ma oggi in televisione è stata mostrata la sequenza di demolizione delle due pile. Il filmato, al di là del crollo in sé, non sembra affatto simile alle immagini viste e riviste in televisione del crollo originario. Ma è sufficiente per essere considerata “prova” in quella particolare aula giudiziaria (e laboratorio della scientifica) che è la pagina Facebook di Rosario Marcianò.

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Il famoso geometra sanremese può quindi affermare, con un semplice confronto tra due frame dei due diversi crolli, che «quel giorno maledetto sul Polcevera il ponte Morandi fu abbattuto con esplosivo». Non solo, il 14 agosto «fu indotto un nubifragio per nascondere i dettagli dell’operazione e per abbattere le polveri». Insomma non solo il ponte venne abbattuto e non fu un crollo accidentale dovuto alla mancanza di manutenzione (come si ipotizza) ma addirittura ci fu un’operazione di geoingegneria clandestina per poter coprire il complotto.

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Ma qual è il motivo di tutta questa macchinazione? Secondo Marcianò la demolizione controllata fu eseguita perché «il ponte non rispettava le direttive europee sui trasporti militari dei mezzi pesanti». In poche parole secondo Marcianò “qualcuno” avrebbe fatto saltare un pezzo di ponte, con delle persone sopra, uccidendo 43 persone solo perché il viadotto “non rispettava” presunte direttive per il passaggio di carriarmati o quant’altro. Almeno una volta i complotti li facevano per dei motivi seri.