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Manuel Mateo Bortuzzo: il ragazzo colpito dagli spari in piazza Eschilo all’AXA

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Manuel Mateo Bortuzzo, 19 anni, è stato raggiunto da un colpo di pistola alle 2 di notte tra sabato e domenica mentre era fermo a un distributore di sigarette nel quartiere romano dell’Axa, in piazza Eschilo, dalla parte opposta rispetto a un pub dove c’era appena stata una rissa. Al San Camillo il professor Alberto Delitala ha rimosso il proiettile, che lo ha raggiunto a un fianco perforandogli un polmone: potrebbe aver leso il midollo all’altezza dell’undicesima vertebra. La prognosi è di 48-72 ore.

Manuel Mateo Bortuzzo: il ragazzo colpito dagli spari in piazza Eschilo all’AXA

Il nuotatore è stato colpito probabilmente per uno scambio di persona nella notte fra sabato e domenica da due uomini in scooter ai quali la polizia sta dando la caccia fra Acilia e Dragona. L’ogiva del proiettile è stata consegnata dai medici alla Scientifica che effettuerà delle comparazioni per capire se appartenga a una partita di munizioni e sia stata esplosa da un’arma già utilizzata per commettere reati. L’ipotesi è che Bortuzzo sia stato ferito per sbaglio in una vendetta lampo dopo una rissa in una birreria — l’«O’Connell Irish Pub» — che si trova nella stessa piazza, in linea d’aria a circa 150 metri dal distributore di sigarette. Lì, all’una e 30, erano intervenute anche due volanti della polizia, ma al loro arrivo gli agenti avevano trovato solo una vetrata in frantumi.

«In due su uno scooter, abbastanza lontani, gli hanno urlato contro, Manuel si è girato e gli hanno sparato. Mi sembra impossibile che sia capitato proprio a noi», ha detto la fidanzata Martina che ha assistito ai fatti. Alcuni dei giovani protagonisti dell’azzuffata, scrive oggi Il Messaggero, sono stati identificati e ci sarebbe già il profilo dell’assalitore in fuga che un testimone, in fondo alla scala che porta al pub al primo piano, avrebbe sentito dire «torno e gli sparo», e del suo complice. I fari sono puntati sul giro dei pusher che gravitano intorno alle case popolari del villaggio San Giorgio di Acilia, che una volta ospitava i profughi giuliano-dalmati, e di Dragoncello, altra borgata del X Municipio capitolino.

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Chi ha sparato a Manuel Bortuzzo

Il giovane nato nel 1999 a Trieste ma residente oggi a Treviso si era ammalato di mononucleosi e per questo la sua carriera sportiva aveva subito uno stop. Poi era arrivato ad Ostia, al centro federale diretto da Stefano Morini. Pur di allenarsi «con Paltrinieri e Detti, una meraviglia: io, pesciolino tra gli squali» si pagava tutto di tasca sua, eccetto l’alloggio, offerto dalle Fiamme Gialle (all’Infernetto) grazie a un accordo tra il gruppo militare sportivo e la Fin.

Chi ha sparato lo ha fatto con un’arma a tamburo che non lascia bossoli. Un revolver di quelli usati da delinquenti esperti o di rango in colpi o regolamenti di conti. Due mesi fa c’è stata un’altra lite, con protagonisti sempre gli stessi ragazzi. Un dipendente non esclude nemmeno che «forse quei due sullo scooter cercavano una persona che è sempre qui al pub e gli somiglia».

Come sta Manuel Bortuzzo

Il professor Alberto Delitala dell’ospedale San Camillo di Roma nel corso di un incontro con la stampa sulle condizioni di Manuel Bortuzzo ha spiegato come sta il nuotatore:”Le condizioni del ragazzo sono stabili. Ho appena parlato con i colleghi della Rianimazione che hanno effettuato una finestra anestesiologica, quindi è stata valutata la situazione del suo stato di coscienza che è buono. Una volta sospesa l’anestesia ha dimostrato di entrare in contatto con l’ambiente e questa naturalmente è una buona notizia. Per quanto riguarda la funzionalità del midollo per ora non ci sono novità. Attualmente non ci sono segni di ripresa agli arti inferiori, in giornata verrà eseguita una risonanza magnetica”. “Il ragazzo e’ ancora in prognosi riservata. In questi casi dobbiamo aspettare 48/72 ore per sciogliere la prognosi. I potenziali evocati ci daranno un’indicazione sulla capacità del midollo spinale di condurre l’impulso nervoso. Potenziali evocati e risonanza ci diranno qualcosa in piu'”, ha aggiunto il professore.

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