Economia

Le mani della mafia su giocattoli, scuolabus e prodotti ortopedici

La relazione della Dia: Nord in testa per le operazioni finanziarie sospette (il 46,8%) e Lombardia prima regione

roma piovra le monde

La mafia è ovunque. La relazione della Dia (Direzione Investigativa Antimafia) sul secondo semestre 2018 è la fotografia di un’impresa criminale diffusa sul territorio, multinazionale, ad alto tasso di sviluppo, investimento e profitto. Il Sole 24 ne illustra oggi i contenuti, spiegando che le fette di mercato dove mafia, ’ndrangheta, camorra, organizzazioni pugliesi ed etniche si diffondono quasi non si contano più. La ricognizione della Dia sulle operazioni di polizia giudiziaria mette a fuoco settori particolari: i servizi di scuolabus, il trasporto e vendita di cassette di legno, i prodotti ortopedici, il commercio all’ingrosso dei giocattoli. Dappertutto, «dove stanno i soldi», appunto.

I settori terziario e secondario predominano con il 46,8% (5.638) e il 44,8 % (5.394) del totale; seguono il settore primario (6,3 %, pari a 766 posizioni) e il terziario avanzato (2,1%, pari a 256 posizioni). Vale nel quinquiennio ma in particolare, nel 2018, si vede la «prevalenza delle attività economiche del Sud Italia (86,6%) tra quelle infiltrate dai soggetti mafiosi». Sullo stesso piano le attività economiche infiltrate del Nord e del Centro (entrambe al 6,7%)».

mafia scuolabus giocattoli
La segnalazione di operazioni sospette regione per regione (Il Sole 24 Ore, 19 luglio 2019)

Se si guarda la finanza mafiosa lo scenario cambia, è più inquietante. I dati sulle operazioni finanziarie sospette, ripartite per regione, sono chiari: Nord in testa con il 46,3%, Lombardia prima regione con quasi 20mila movimenti finanziari sospetti. Il paradosso – apparente – è semplice: i mafiosi riciclano meglio e di più nelle regioni meno mafiose. Ma non solo perché quelle settentrionali sono le più produttive. Lì la criminalità organizzata utilizza «soprattutto dei prestanome»: personaggi insospettabili, il più possibile accreditati nel tessuto sociale.

Leggi anche: Come Virginia Raggi con gli Europei di nuoto rischia di perdere la Ryder Cup