Rassegna Stampa

Macron e le difficoltà di parlare con Putin: “Ride e nega i massacri di cui mi informa Zelensky”

In un’intervista al Corriere della Sera il presidente francese Emmanuel Macron parla del difficile ruolo di mediatore tra Russia e Ucraina

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“È dura passare ore a parlare con il presidente Zelensky, con persone che vivono l’orrore, un orrore manifesto. Siamo tutti sconvolti. E poi hai davanti a te qualcuno che nega, che ne ride, che ripete che è solo una messinscena”: il presidente francese Emmanuel Macron, che tra due giorni sfiderà al ballottaggio la candidata del Rassemblement National Marine Le Pen per un secondo mandato da titolare dell’Eliseo, in un’intervista al Corriere della Sera racconta le difficoltà di mediatore europeo ma ammette che tagliare totalmente i ponti con la Russia sia controproducente: “Con Putin ci ho parlato ogni volta che Zelensky me l’ha chiesto. Non bisogna dimenticare che il presidente ucraino vuole questo contatto. È in questo contesto che il nostro ruolo è utile. E bisognerà preparare la pace. Un giorno ci sarà un cessate il fuoco. Ci saranno potenze garanti, e noi saremo tra loro”.

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La necessità di far sentire la propria presenza nello scacchiere internazionale sorge anche per evitare che altre potenze possano trarre vantaggio dal dialogo instaurato con Mosca: “Lo dico con molta gravità e, oserei dire, con una forma di peso etico, ma se per stanchezza scegliamo di non parlargli più, allora lasciamo la responsabilità di parlare con Vladimir Putin al presidente turco, al primo ministro indiano, al presidente cinese. E decidiamo che saranno i non europei a costruire la pace in Europa”. Di Putin in persona dice: “È un uomo intelligente. E voglio credere che ci sia ancora in lui qualcosa che lo porti a volere lasciare alla Storia, al suo popolo, qualcos’altro che non sia il caos e l’ignominia. Questo filo non voglio abbandonarlo”. E ammette le difficoltà nel bilanciare sanzioni alla Russia con interessi europei: “Se decidiamo nuove sanzioni, o se la Russia decide contro-sanzioni sugli idrocarburi, ma ancora più sul gas, è chiaro che gli europei dovranno chiedere sforzi a tutte le famiglie. Il carbone e il petrolio entrano già nei negoziati, il gas non ancora. Conosciamo l’immensa difficoltà che questo provoca. È anche per questo che da anni mi sentite parlare di sovranità energetica europea”.