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Come il M5S vuole fregare la regola dei due mandati per ricandidare tutti

m5s regola due mandati

Ieri abbiamo elencato i parlamentari grillini che a causa della regola dei due mandati torneranno a casa automaticamente quando verranno sciolte le camere. Oggi Annalisa Cuzzocrea su Repubblica spiega che il MoVimento 5 Stelle sta cercando una soluzione per fregarla o aggirarla e per garantire a tutti la ricandidatura:

Quel che è certo è che si sta cercando un modo di salvare tutti i big: la maggior parte di loro, tutte le persone riunite in quella stanza, sono al secondo mandato e non potrebbero correre alle prossime elezioni. «Per me ci sono solo due mandati», ha ripetuto ancora ieri Fraccaro a SkyTg24. Ma dopo la deroga fatta per i consiglieri comunali, se ne potrebbe fare un’altra — votando su Rousseau — anche per chi invece di 10 anni in Parlamento ne ha trascorsi poco più di 6. «Beppe non farebbe troppo casino», dice sicuro un parlamentare.

La speranza di tutti, è che si torni al voto a liste invariate (Di Battista a parte). Ma la variabile più importante ha il nome di Giuseppe Conte. È lui che il Movimento vorrebbe proporre come candidato premier. È lui che gli addetti ai social stanno testando riportando su tutti i muri le ultime parole da Palazzo Chigi: «Questo governo non era in spiaggia». È l’anti-Salvini, «ha conquistato una credibilità istituzionale anche all’estero», dice uno dei dirigenti M5S. Perfino gli uomini di Di Maio, che fino a poche settimane fa sibilavano cose come «si sta montando la testa», hanno capito che l’unica carta da giocare è quella di Conte candidato premier e Di Battista volto politico.

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Insieme, a caccia di due elettorati diversi, come vuole la dottrina Casaleggio. Di Battista è già d’accordo, lo farebbe. Il premier, invece, che sarebbe fondamentale soprattutto per poter giocare la partita nel campo del centrosinistra, non ha detto a nessuno cosa intende fare.

È a lavoro su quel che dirà al Senato, dove seguirà il filo rosso inaugurato: quello di rinfacciare al leader leghista le sue mancanze. Ma non anticipa nulla sul suo futuro. L’idea di una sua lista, finita sul tavolo della Casaleggio Associati qualche tempo fa, pare tramontata. Conte serve al Movimento. Ma stavolta, sarà lui a dettare le condizioni.

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