Opinioni

L'attacco di Matteo Renzi al M5S sul Venezuela

La pagina Facebook In Cammino e quella di Matteo Renzi hanno pubblicato poco fa un video che polemizza con il MoVimento 5 Stelle utilizzando come argomento il Venezuela. Nel paese sudamericano da tempo è in atto una protesta contro il governo di Maduro e la propaganda renziana collega le fotografie dei morti durante le manifestazioni al MoVimento 5 Stelle.

Il collegamento è rappresentato da un articolo pubblicato l’anno scorso da Francesco Maria Del Vigo sul Giornale – il tipico quotidiano che un partito di sinistra deve citare, insomma – che nel sommario recita: «I sorprendenti modelli di Casaleggio jr, guru dei 5 Stelle Paesi sudamericani e Stati nordici: Estonia e Islanda».
m5s venezuela
In realtà, Del Vigo nell’articolo spiega che le frasi di Davide Casaleggio sono riprese da un’intervista rilasciata a Emanuele Buzzi sul Corriere della Sera dallo stesso figlio del fondatore del M5S. Nell’intervista Casaleggio cita il Venezuela soltanto in un punto:

La democrazia diretta è una direzione che continuerete a perseguire?
«Certo. Noi siamo un’avanguardia, ma in altri Paesi la democrazia diretta e online è applicata a vari livelli. Per esempio in Estonia oltre il 30% degli elettori già oggi vota per le elezioni politiche online, l’istituto del recall che permette di richiamare un politico eletto è attivo in Paesi come la California o il Venezuela, esperimenti sulla scrittura della costituzione da parte dei cittadini sono stati portati avanti in Islanda e Colombia. Bilanci partecipati, scelta dei candidati con primarie online e referendum consultivi sono sempre più diffusi nel mondo. Il nostro obiettivo è di portare la democrazia partecipata on line verso la sua realizzazione completa in Italia».

Come è agevolmente semplice notare Casaleggio non dice che il Venezuela è un modello, ma che in Venezuela esiste l’istituto del recall (ovvero la possibilità di richiamare un politico eletto per confermargli o togliergli la fiducia), così come esiste in California. Questo è un po’ pochino per parlare di “modello venezuelano”. Più cogenti sono invece le dichiarazioni di Ignazio Corrao e di un’altra parlamentare del M5S che in discorsi pubblici hanno elogiato il sistema venezuelano, presenti nel video. Ancora di più lo sarebbero stati, invece, il racconto della missione a Caracas in cui i parlamentari Manlio Di Stefano, Ornella Bertorotta e Vito Petrocelli del Corriere o quello del Foglio:

Nella residenza dell’ambasciatore, gli interventi degli italo-venezuelani spezzano il ritmo dell’arringa grillina. Uno di loro critica il voto dei Cinque stelle in Parlamento e poi dice: “Spero che non andiate a raccontare fuori quello che diciamo qui dentro, perché altrimenti la pagheremo tutti. Credo sia abbastanza ingenuo pensare di poter discutere con un regime fascista come quello venezuelano”. Apriti cielo. In coro i grillini s’inalberano. “Siamo deputati e senatori della Repubblica, ma quale ingenuità? Noi con i venezuelani vogliamo discutere e abbiamo votato contro il documento Casini perché prevedeva l’ingerenza di un paese straniero nei fatti del Venezuela”. La platea inizia a rumoreggiare.
Un altro italo-venezuelano incalza: “Noi abbiamo paura, voi forse non sapete come si vive qui. Per favore – dice rivolgendosi alla platea – alzi la mano chi è stato sequestrato o ha avuto l’esperienza di un famigliare rapito”. Una selva di mani si solleva, quasi tutti i presenti.
Dopo il giro di domande prende la parola Ornella Bertorotta. Come se non avesse ascoltato le suppliche dei concittadini che l’hanno preceduta esclama: “Insomma, pensate che anche in Italia si sta male, ci sono tanti giovani senza lavoro a causa delle scriteriate politiche del governo Renzi, abbiate un po’ di empatia. E diciamo che ci sono anche cose buone in Venezuela come il programma di musica nelle scuole”. Chi scrive nota attorno a sé le mascelle del pubblico che cadono. Tacciono anche gli uccelli del giardino antistante. Alla richiesta su cosa fare per soccorrere i tanti detentori di passaporto italiano, soprattutto anziani, che non hanno i mezzi per rientrare in Italia ed essere aiutati (senza avere la qualifica di profugo), l’ottima Bertorotta esclama che “sono in atto discussioni con il ministero venezuelano dedicato”.

Insomma, anche la propaganda bisogna saperla fare.