Economia

Come il M5S Pedicini minaccia Conte: «Si ricordi chi lo ha messo lì»

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“L’importante è che Conte, divenuto premier proprio grazie al M5s, capisca che non può agire senza tenere conto della posizione politica del M5s. Ha guadagnato del credito, nei consessi europei, da quando è capo del governo: ora lo spenda per ottenere le riforme che davvero servono all’Italia. E non di certo il Mes”: in un’intervista rilasciata al Foglio l’europarlamentare del MoVimento 5 Stelle Piernicola Pedicini, già famoso per le sue affermazioni sulla Banca Centrale Europea, la TAV e i vaccini, passa alle velate minacce nei confronti di Giuseppe Conte a proposito della storia del Meccanismo di Stabilità Europeo (MES o European Stability Mechanism, ESM), dimostrando di aver capito poco della questione sollevata dal “suo” presidente del Consiglio.

Come il M5S Pedicini minaccia Conte: «Si ricordi chi lo ha messo lì»

“1I nostro premier, di fronte a una situazione drammatica, sta ipotizzando soluzioni straordinarie, facendo ricorso anche all’immaginazione. Ma qui in Europa le fantasie crollano davanti ai trattati. E quello che regola il Mes è un trattato che parla chiaro: chiunque chiede linee di credito, deve chiarire come e a che tasso intende restituire i soldi, accettando di attuare l’austerity. Noi italiani, ad esempio, potremmo subito dimenticarci la nostra sanità pubblica, che sta rispondendo in modo eroico all’epidemia. Finiremmo come la Grecia”, dice Pedicini al Foglio. Rincarando la dose anche se Conte in realtà prospetta un utilizzo diverso del Mes, come una sorta di Fondo europeo contro il coronavirus. “Credere che si possa attuare il Mes senza condizionalità è un’ingenuità. Se lo si facesse, si farebbe entrare in Italia il cavallo di Troia nella cui pancia troveremmo la Troika. Senza contare che bisognerebbe modificare il trattato istitutivo del Fondo, e questo richiederebbe un percorso impraticabile con l’approvazione unanime degli stati dell’eurozona. E figuriamoci se Germania e Olanda, accetterebbero”.

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Facciamo un passo indietro. Il 20 marzo scorso Conte ha rilasciato un’intervista al Financial Times in cui chiedeva all’Unione Europea l’attivazione del Meccanismo europeo di stabilità (MES-ESM) secondo un’iniziativa collettiva ed incondizionata, che di fatto voleva dire l’emissione di debito “europeo” – e quindi mutualizzato tra tutti gli Stati – per far fronte alla crisi del Coronavirus: i famosi Corona-Bond. Perché? Perché l’Unione Europea ha sospeso nel frattempo il Patto di Stabilità consentendo quindi agli stati di emettere più debito, con un dettaglio: quello è debito – Monsieur de La Palisse insegna – emesso dagli Stati e che quindi dagli Stati verrà ripagato quando finisce l’emergenza. E questo significa che spendere oggi vuol dire manovre lacrime e sangue domani. Emettere debito europeo invece in effetti mutualizza sia l’emissione oggi che il modo di ripagarla domani, e tutti comprendono la differenza tra i due modelli. In effetti, la crisi del Coronavirus sta girando per tutta l’Europa e quindi pare logico che tutti la ripaghino; anche perché quello che spende l’Italia per fermarla oggi serve anche a non contagiare (ulteriormente) gli altri paesi europei.

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Il fondo permanente e il Meccanismo Europeo di Stabilità (Il Messaggero, 22 novembre 2019)

Ma siccome siamo in Europa, nel primo campo ci sono sempre la Germania e i paesi nordici, nel secondo Italia, Spagna e il fronte del Sud. La Francia, con il fronte del Sud sull’emissione di un coronabond, cerca un mediazione. Tuttavia, ribadisce il ministero delle Finanze olandese, i Paesi Bassi “si impegnano a garantire il rispetto di una forma appropriata di condizionalità per ciascuno strumento come richiesto dall’attuale Trattato MES”. La settimana scorsa il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva proposto di utilizzare i 410 miliardi di euro di cui dispone il Fondo Salva-Stati senza alcuna condizionalità. L’Olanda ha fatto sapere da subito di essere contraria a questa ipotesi e oggi ribadisce la sua posizione. Pedicini così aiuta Germania e Olanda.

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