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La verità sui quattro gatti del M5S a Palazzo Chigi e sulla manifestazione del PD a Piazza del Popolo

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Il giorno dopo la manifestazione del Partito Democratico a Roma molti simpatizzanti ed elettori del MoVmento 5 Stelle si affannano a dire che in Piazza del Popolo non c’era nessuno. Oppure che quelli che erano in piazza erano pochi, così pochi da essere la dimostrazione che il PD orma è un partito da zerovirgola o da 12%. Il PD è scomparso alle urne, e anche in piazza i suoi iscritti ed elettori si vergognano di farsi vedere.

In piazza del Popolo non c’era nessuno: solo “zombi”

Secondo il Partito Democratico alla manifestazione di ieri contro il governo c’erano 70mila persone. Un numero molto alto, perché la capienza stimata massima di Piazza del Popolo è tra le 60mila e le 64mila persone. I Dem però sottolineano che anche il primo tratto di via del Corso era piena di manifestati. E molti altri erano in piazzale Flaminio da dove stavano per entrare in piazza. In un’altra nota inviata alle agenzie qualche minuto prima il PD Parlava di circa 50mila presenze. Persone arrivate con duecento pullman, sei treni, autobus speciali e mezzi propri. Comunque sia dalle foto della manifestazione di ieri era davvero difficile dire che Piazza del Popolo fosse vuota.

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Il titolo di Libero

Eppure secondo Libero è stata “la domenica delle salme”. Un flop “terrificante” con “diecimila zombi del PD” in marcia su Roma. Il Direttore del Fattoquotidiano.it Peter Gomez ha postato ieri su Twitter un commento dove mette in dubbio l’affluenza dichiarata dagli organizzatori della manifestazione.

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Quello che è stato definito “tentativo di sminuire una manifestazione democratica è pacifica” è stato subito scoperto dai militanti PD che hanno postato altre foto dove si vede che effettivamente la piazza era affollata (anche se non stracolma).

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È la solita guerra delle cifre, condita da gustose bufale, come quella della deputata PD Alessia Morani che va alla manifestazione con la borsa di Prada viaggiando in prima classe. La foto però è del 2017 e fu scattata in occasione dell’iniziativa “Destinazione Italia”. Ma quello che conta è che sia “verosimile”, perché come spiega il bufalaro anche se la foto è falsa non è importante, perché potrebbe essere andata così anche ieri.

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Il gioco è sempre quello di dire che in piazza c’erano i proverbiali “quattro gatti”. Ed in effetti è facile distorcere la realtà pubblicando foto della manifestazione scattate però quando ancora in piazza non c’era nessuno o quando il grosso dei manifestanti doveva ancora arrivare. Quindi sì: ad un certo punto ieri pomeriggio in piazza del Popolo c’era poca gente. Quindi quelle foto sono vere. Ma al tempo stesso non raccontano davvero quanta gente c’era in piazza. Ed è vero che c’erano spazi vuoti (o occupati da gazebi e transenne) ma non si può certo dire che in piazza c’erano solo 10mila persone.

In piazza c’erano solo dirigenti del PD e nessun cittadino

C’è allora chi ricorda che anche se in piazza c’erano 50mila persone gli italiani sono 60 milioni, quindi quelli di ieri erano una minuscola ed insignificante minoranza. Non risulta però ci siano mai state manifestazioni cui ha partecipato la totalità degli italiani. E non ci sono mai state manifestazioni politiche che siano riuscite a portare in piazza una percentuale “significativa” del corpo elettorale.

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Un’altra strategia allora è quella di spiegare che ieri a Roma non c’era la “società civile” ma solo i dirigenti del partito e i militanti. Un modo per dire che quelli del PD se la cantano e se la suonano. Il che del resto si può dire di qualsiasi manifestazione politica (o sindacale) organizzata.

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Ora però bisogna chiarire una cosa. I militanti (o gli elettori) sono esponenti della società civile, ovvero sono cittadini italiani “comuni”. A meno che non si voglia sostenere che gli elettori del PD non sono davvero cittadini italiani perché appoggiano un partito che lavora “contro il Popolo”. Poi però la memoria corre alla sera di qualche giorno fa quando il governo a 5 Stelle si affacciò su Piazza Colonna per annunciare l’approvazione della Manovra del Popolo.

La claque dei parlamentari a 5 Stelle sotto Palazzo Chigi

La foto che tutti hanno visto è quella di Di Maio affacciato dal balcone di Palazzo Chigi su una selva di bandiere del MoVimento 5 Stelle mentre dalla piazza partivano cori e urla di incitazione per la grande vittoria del governo. Vista dal basso la scena era diversa. Le due manifestazioni non sono certo paragonabili (e quella del M5S è stata “convocata” ad un’ora decisamente tarda), ma a “sostenere” Di Maio e i suoi c’erano un centinaio di persone.

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E la maggior parte degli astanti non erano esponenti della “società civile” e tanto meno i futuri beneficiari del Reddito di Cittadinanza o della Pensione di cittadinanza. A festeggiare il giorno storico per l’Italia c’erano soprattutto senatori e deputati del MoVimento 5 Stelle. Tutti rigorosamente in giacca e cravatta, come si usa nelle grandi occasioni. Non è stata quindi una manifestazione spontanea né una chiamata a raccolta del popolo a 5 Stelle. Semplicemente era la claque organizzata per poter consentire ai Di Maio, Fraccaro, Bonafede e altri di prendersi il “meritato applauso”. Certo che se ad applaudire alla Manovra del Popolo ci sono praticamente solo i parlamentari che prendono tremila euro al mese di stipendio la cosa fa sorridere.

Eppure quasi nessuno ha raccontato quello che è successo davvero sotto Palazzo Chigi. Anzi si è sottolineata la “novità” del popolo che per la prima volta festeggia l’approvazione del DEF e si è discusso al limite sul fatto che Di Maio abbia “rotto il tabù” del discorso dal balcone. Ma ad ascoltarlo non c’era praticamente nessuno. Una storia già vista per la spettacolare visita di Salvini a Bari.

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Senza quella tifoseria organizzata sotto il palazzo, composta peraltro dai quei parlamentari che dovrebbero avere un ruolo “centrale” nella politica del M5S, la notizia dell’approvazione del DEF avrebbe avuto tutt’altra risonanza. Le sarebbe mancata la dimensione “di popolo” che appunto è il tema sul quale viene costruita la narrazione della primo documento di economia e finanza approvato da un governo a 5 Stelle. Perché altrimenti si sarebbe parlato immediatamente del deficit al 2,4%, dei tagli alla spesa o del maggior debito che gli italiani dovranno ripagare.

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