Opinioni

Il M5S in piazza contro la fiducia fischia Napolitano (che è contrario alla fiducia)

Il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano è il più fischiato dalla piazza grillina che manifesta davanti a Montecitorio. Il senatore M5S Stefano Lucidi organizza una sorta di fischiometro invitando la piazza a salutare come crede i parlamentari di più lungo corso, fumo agli occhi per i grillini sostenitori del “due mandati poi a casa”. Un assistente sul palco espone un cartello con le foto dei parlamentari con più legislature, esposti al risentimento della piazza grillina. Ce n’è per tutti, si parte da Schifani con bordate di fischi e improperi che crescono esponenzialmente quando si parla di Giovanardi e Gasparri. Il massimo della rumorosità e dell’animosita è riservato a Npolitano. La colpa del presidente emerito e’ quella di essere nel Parlamento dal 1953. Lucidi, conscio di aver calato l’asso dice “vi saluto ora perché dopo sarà impossibile a causa del vostro giubilo”. Ecco che nomina Napolitano, l’uragano di fischi atteso e cercato si scatena come da programma.
matteo renzi giorgio napolitano
Ma l’ironia della sorte dell’intera vicenda è che Napolitano si è schierato contro la fiducia sulla legge elettorale e ha anche criticato l’impianto complessivo della legge. In una dichiarazione ieri Napolitano ha detto che interverrà in Senato “anche per mettere in luce l’ambito pesantemente costretto in cui qualsiasi deputato oggi, o senatore domani, può far valere il suo punto di vista e le sue proposte, e contribuire così alla definizione di un provvedimento tra i più significativi e delicati”. “Ieri mattina – ricorda Napolitano – avevo segnalato personalmente e posto pubblicamente l’opportunità di non ribadire nella nuova legge elettorale una clausola preesistente che ha già prodotto seri equivoci sul piano istituzionale. E avevo manifestato l’intento di pronunciarmi eventualmente sulla proposta presentata alla Camera quando fosse giunta, auspicabilmente modificata nel punto da me citato e in altri suggeriti da varie fonti, al Senato per la sua definitiva approvazione. Ma con la fiducia posta in blocco dal governo sulle parti sostanziali del testo prima che si aprisse il confronto sugli emendamenti all’art.1, non mi resta che la sola possibilità di intervenire in Senato nel corso del dibattito in Assemblea sulla fiducia. Ed è ciò che intendo fare, anche per mettere in luce l’ambito pesantemente costretto in cui qualsiasi deputato oggi, o senatore domani, può far valere il suo punto di vista e le sue proposte, e contribuire così alla definizione di un provvedimento tra i più significativi e delicati”