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Come il M5S rischia di perdere la conta sulla cacciata di Siri

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armando siri giuseppe conte

La conta del consiglio dei ministri sulla cacciata di Armando Siri rischia di avere un risultato a sorpresa. Il Messaggero spiega oggi in un retroscena che Giovanni Tria potrebbe votare per la permanenza di Siri nel governo: a quel punto l’ago della bilancia sarebbe Moavero:

Malgrado le promesse e i tentativi di mediazione del presidente del Consiglio sono destinati a restare nel vuoto almeno sino al 26 maggio. M5S e Lega continuano infatti ad aprire sempre nuovi fronti di polemica, come dimostra lo scontro sulla sicurezza di ieri, e paraddossalmente – mentre si insultano – i due vice si richiamano l’un l’altro ad occuparsi di cose concrete.

«Dopo un attimo dopo che abbiamo chiuso l’argomento Siri in Consiglio dei Ministri» «passiamo un minuto dopo a discutere delle cose più importanti, che sono quelle che riguardano le imprese», sostiene il ministro dello Sviluppo Di Maio. «Invece di questionare sulle dimissioni di Tizio o di Caio, parliamo in Cdm degli studi di settore e delle tasse che massacrano gli italiani… Vediamo se si litiga su quello e non su polemiche che non fregano a nessuno», ribatte Salvini.

conta cdm siri
La conta del Cdm su Siri (Il Messaggero, 5 maggio 2019)

Conte e Di Maio continuano a credere, e a sperare, che Siri faccia un passo indietro prima di mercoledì, ma sinora dalla Lega arrivano segnali contrari e c’è chi comincia a farsi i conti anche dei ministri che potrebbero votare pro o contro. Sulla carta, come dice Di Maio, il M5S ha la maggioranza 8 a 6, ma Salvini conta sui ministri-tecnici. Tria si è già schierato in favore della permanenza di Siri.

Resta da sapere come intende schierarsi Moavero e lo stesso Conte che, se dovesse risultare decisivo nella conta, rischia di essere considerato dalla Lega del tutto in quota M5S.

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