Economia

Il M5S e le banche contro il reddito di cittadinanza

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Ilario Lombardo sulla Stampa ci racconta oggi una divertente teoria del complotto attribuita a Di Maio e ai suoi “consiglieri economici” (dei quali sarebbe interessante conoscere il nome) alla base dei frequenti richiami all’ordine che arrivano da Bankitalia e dalle previsioni di downgrade del debito:

I grillini hanno invece un’altra teoria. Secondo Di Maio e i suoi consiglieri economici, Visco è interprete dei timori delle banche, spaventate, dicono, «da misure che, a partire dal reddito di cittadinanza, levano loro potere. Perché se mettiamo più soldi in mano alle persone, chiederanno meno prestiti».

Così è spiegata l’offensiva del capo politico verso un bersaglio reso ancor più chiaro ieri: «Sono anni che si fanno manovre contro i cittadini a favore delle banche in deficit».

Ovviamente le banche italiane non vedevano l’ora di prestare soldi (magari per il credito al consumo) a chi è nella condizione di percepire il reddito di cittadinanza, ovvero disoccupati senza una casa di proprietà (e quindi impossibilitati a dare una garanzia). Peccato che (“Grrr, maledetto Ginko”) sia arrivato il M5S a rompere le loro diaboliche uova nel paniere.

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In ogni caso la teoria del complotto non pare aver riscosso tanto successo ai piani alti del governo:

Ecco perché Tria e Giorgetti,aiutati da Conte, hanno chiesto e ottenuto che ci siano «chiare clausole di salvaguardia» legate al Pil per frenare l’ulteriore innalzamento del deficit, che sarebbe matematico se il prodotto interno lordo rimanesse inchiodato dov’è. Il deficit rischierebbe di essere più del 2,4 per cento, fissato così anche per il 2020 e il 2021.

Conte si è fatto garante: «Abbiamo un rigoroso accordo politico che ci impegna a mantenere intatto questo rapporto, per il 2019 e per il biennio successivo. Introdurremo meccanismi di controllo della spesa che impediscano il superamento di questa soglia. Siamo fiduciosi che grazie all’imponente piano d’investimenti tali meccanismi non saranno mai attivati». Quali sono questi meccanismi? Giorgetti e Tria ci stanno lavorando. Ma il leghista è stato più volte chiaro: «O troviamo dove tagliare o saremo costretti ad aumentare le tasse».

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