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I veleni della base M5S contro Angelo Cambiano a Licata

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Non è piaciuta alla base del MoVimento 5 Stelle siciliano la scelta di Luigi Di Maio e Giancarlo Cancelleri di designare l’ex sindaco di Licata Angelo Cambiano come assessore di un’eventuale giunta regionale targata M5S. Non si sa ancora quale sarà il ruolo di Cambiano ma c’è chi ritiene che potrebbe ottenere la delega agli enti locali della Regione Siciliana assumendo il ruolo di “sindaco dei sindaci”. Sia Cancelleri che Cambiano sono entusiasti per questa decisione che senza dubbio segna un punto di svolta nel M5S.

Il M5S che difende l’abusivismo di necessità e il sindaco “eroe” che lotta contro gli abusi edilizi

Non solo perché Cambiano – eletto sindaco nel 2015 con l’appoggio di quattro liste civiche tra cui una legata a Forza Italia – non è iscritto al M5S ma anche perché le sue posizioni sugli abusi edilizi e sull’abusivismo sono diametralmente opposte a quelle sostenute da Cancelleri riguardo all’abusivismo di necessità e così ben esemplificate dalla situazione del sindaco “autosospeso” di Bagheria Patrizio Cinque. Ad agosto, mentre Cancelleri varava la linea soft del M5S sugli abusi Cambiano infatti è stato sfiduciato dalla sua stessa maggioranza proprio a causa delle sue posizioni contro l’abusivismo.
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Tant’è che visto che voleva procedere alle demolizioni degli edifici abusivi l’ex sindaco di Licata viene definito il “sindaco anti abusi”. In un’intervista rilasciata a Repubblica dopo le sue dimissioni Cambiano stigmatizzava la posizione di Cancelleri sugli abusi edilizi.

E l’abusivismo è un grande aggregatore di consenso. Anche il candidato del M5S ha assunto una posizione precisa.
“Avevo incontrato Cancelleri mesi fa e mi aveva incoraggiato ad andare avanti con le demolizioni. Ora gli sento dire che agli “abusivi per necessità” non verrà demolita la casa. Ma chi sono gli abusivi per necessità? Sono solo slogan per avere i voti di questa gente”.

I voti di quella stessa gente che, vale la pena di ricordare, lo aveva sfiduciato. Cambiano infatti ha denunciato come sette dei ventuno consiglieri comunali che hanno votato la sfiducia erano nella “lista nera” dei proprietari di immobili abusivi che Cambiano avrebbe voluto fare abbattere. (e a Licata all’epoca era appena emerso come molte sanatorie fossero illegittime). Da una parte quindi il M5S liscia il pelo ai proprietari di immobili abusivi dicendo che si tratta di “abusivismo di necessità” mentre dall’altro imbarca un sindaco che anche il ministro Delrio ha definito “eroe” e che proprio a causa della sua battaglia contro l’abusivismo edilizio vive sotto scorta.
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Evidentemente Giancarlo Cancelleri ha pensato che la sua giunta aveva bisogno di un cambio d’immagine per far dimenticare come i paladini della legalità ad ogni costo si fossero schierati nettamente a favore di una delle forme di illegalità più diffuse. Di Maio e Cancelleri sono riusciti a fare entrare in squadra Cambiano. Un’impresa non semplice se si considera che l’ex sindaco di Licata nei giorni scorsi fosse uno trai più corteggiati. Come lui stesso ha dichiarato anche Claudio Fava gli aveva proposto di fare l’assessore.

I mugugni e i veleni della base del M5S contro Cambiano

A Licata il M5S non era entrato in consiglio comunale alle ultime amministrative quindi non ha partecipato direttamente alla sfiducia di Cambiano. Ciò non toglie che Cambiano non fosse il candidato sindaco del MoVimento e che il meetup locale abbia assunto posizioni molto critiche nei confronti dell’ex sindaco. Dopo l’annuncio della nomina di Cambiano a futuro assessore dell’esecutivo regionale Cancelleri i pentastellati di Licata sono scesi sul piede di guerra.
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La pagina Facebook MoVimento 5 Stelle Licata ha chiesto un richiamo ufficiale da parte di Cancelleri nei confronti di Cambiano che in un’intervista a MeridioNews aveva definito “polemiche di bassa lega” quelle sollevate dal Meetup di Licata.

Secondo Cancelleri a Licata il M5S non esiste

Meetup che in un comunicato stampa stigmatizzava la decisione di Cancelleri di arruolare Cambiano.
 

Non ci allineiamo a Giancarlo Cancelleri, candidato presidente della Regione Siciliana, per la noncuranza nel raccogliere tutte le informazioni sulla storia politica dell’ex sindaco. Con amarezza questo ci porta a non gradire questa scelta. Non abbiamo mai messo in discussione  l’operato dell’ex sindaco in merito le demolizioni delle case dichiarate, per sentenza della Magistratura, abusive. Consideriamo invece una bolla mediatica creata la figura di Cambiano considerato il paladino della legalità, il cui effetto è stato quello di rendere vulnerabile agli occhi degli italiani una città come Licata, che invece ha ampie potenzialità in campo turistico e storico. Chi ne ha giovato di questo è stato solo Cambiano, che adesso si ritrova carezzato dalle forze politiche regionali e nazionali. Nulla di più sbagliato nel considerare questo vestito perfetto per fare scalpore e raccogliere consensi. Non si conosce nulla sul gruppo che Cambiano ha consultato prima di accettare, se non il fatto che appartengono ai gruppi di centro destra. Non si conosce chi siano tutti questi giovani che hanno confortato Cambiano, da dove vengono, se sono tesserati a partiti e come mai non abbiano sposato mai il programma del Movimento. Non è ammissibile non considerare questi fattori.

Secondo i pentastellati di Licata Cancelleri avrebbe sbagliato a non consultare gli iscritti del M5S di Licata. Nel comunicato si accusa Cambiano di essere alla ricerca della ribalta dei riflettori politici e si fa notare che non si sa chi sia il gruppo di “giovani” che ha sostenuto Cambiano. Ci va giù più duro Gianluca Ciotta, “coordinatore” del M5S a Licata che ricorda ai vertici che la forza del MoVimento sta nella base.
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Da parte sua Cancelleri bolla come insussistenti le polemiche attorno alla figura di Cambiano nel modo più assurdo possibile: ovvero dichiarando che il M5S a Licata non esiste.  «Il M5S a Licata non esiste. Lo abbiamo sempre detto che se non c’è una persona eletta nelle istituzioni, il M5S non esiste, non c’è alcuna una spaccatura perché non c’è il M5S a Licata. È semplice». Questo significa che in tutti quei comuni d’Italia dove il MoVimento non ha eletto nessun consigliere comunale allora il M5S non esiste. Ci si chiede quindi come fa il partito di Grillo a considerarsi il primo partito a livello nazionale (o siciliano) se in molte parti del Paese non esiste. Senza contare che per anni il M5S ci ha ricordato che la sua vera forza erano quegli attivisti che allestivano i banchetti informativi del M5S in tutte le piazze italiane, anche in quelle dove il M5S non si è presentato alle elezioni.
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Inoltre non risulta che Grillo abbia fatto mandare scomuniche o abbia minacciato di ritirare il simbolo del MoVimento al meetup di Licata. Almeno fino ad ora. Ma dire che il M5S a Licata non esiste sembra essere più un modo per nascondere la testa sotto la sabbia che prendere atto che alla base (quella della famosa democrazia diretta) e a molti attivisti la scelta di Cambiano proprio non va giù. In Sicilia il M5S sta operando in vero e proprio cambiamento diventando un partito trasformista (pro-abusivismo ma con il sindaco eroe della legalità in giunta) e verticistico dove l’ascolto del territorio non è più una priorità.
EDITGianluca Ciotta, l’attivista pentastellato che ha criticato la scelta di indicare Angelo Cambiano come assessore (nonché candidato per il M5S alle amministrative del 2015 di Licata) ha affidato ad AdnKronoso la replica a Giancarlo Cancelleri che aveva detto che il M5S a Licata non esiste: «Il M5S a Licata non esiste? Veramente la base esiste, eccome. Ci sono molti attivisti che si sono spesi per il territorio in tutti questi anni… Va fatta una riflessione – spiega Ciotta all’Adnkronos – Per ora preferisco non parlare, però posso ribadire che in questi anni ci siamo spesi per il territorio. Ci sarà adesso da vedere l’evolversi della situazione…»