Opinioni

L'uragano di mezzanotte ad Ancona

uragano mezzanotte ancona
«Fantastici. Sono fantastici. La differenza fra una tromba d’aria e un uragano è pari a quella fra una cavalletta e un elefante, ma ci sono giornalisti che dimostrano di non conoscerla. Per non parlare della chicca del vento da “nord-oriente”, un nuovo punto cardinale partorito dalla fervida mente di questo premio Nobel della letteratura.
Non c’è niente da fare, finché l’unico obiettivo dell’informazione, nell’era del digitale in cui tutto avviene in “real time”, sarà quello di inseguire la cronaca, di essere animati solo dall’ansia di star dietro agli eventi in stretta diretta a tutti i costi, di essere i primi a mandare in pagina qualcosa (qualsiasi cosa! anche bufale clamorose, anche fotomontaggi spudorati pescati in giro per il web, come accade regolarmente!), questi sono i risultati.
Perché mentre i nastri dei titoli dei telegiornali scorrono, gli aggiornamenti delle homepage vanno a duemila, il tempo ti corre dietro e tu devi correre dietro al tempo, rispetto all’era dei quotidiani esclusivamente cartacei e di un giornalismo televisivo più serio e credibile, manca clamorosamente il tempo per l’approfondimento, per la verifica delle fonti e delle notizie, anche semplicemente per la rilettura del pezzo, prima di avviarlo alla pubblicazione.
Ma chi se ne importa della veridicità e della corretteza delle notizie, quello che importa è che la gente ci clicchi sopra, no?
#almenovergognatevi» (dal profilo FB di Filippo Thiery, meteorologo di Raitre)