Politica

La sanatoria sugli abusi del Lungomare di Ostia

La proposta del consigliere M5S Ferrara: “Sei mesi per abbattere abusi e mantenere le concessioni” Ma le associazioni attaccano: “Un condono mascherato”

Paolo Ferrara, consigliere del MoVimento 5 Stelle eletto a Ostia, vuole dare sei mesi di tempo ai balneari per abbattere gli abusi e mantenere le concessioni sul Lungomare di Ostia. Secondo le associazioni ambientaliste che prima il M5S ascoltava si tratta di una sanatoria. Racconta oggi Repubblica Roma:

La sua proposta, Ferrara la definisce un «patto per il mare»: in sostanza, i balneari dovrebbero presentare un progetto per abbattere, nella prossima stagione invernale, le mura perimetrali che circondano gli stabilimenti, buttando giù cancelli e costruzioni che ostacolano l’accesso al mare. In cambio il Comune non si opporrà alle proroghe. Già concesse, però, dal governo grilloleghista. «Il Comune si opporrebbe — spiega Ferrara a margine di una commissione Ambiente sui problemi del litorale — o meglio, non ti do la proroga se non ti metti in regola perché tutti e 71 concessionari hanno commesso abusi, piccoli o grandi».

I balneari dovrebbero anche «rinunciare ai contenziosi e alle richieste di condono»: per Ferrara si darebbe la possibilità ai balneari di «mettersi in regola evitando la strada più lunga della giustizia e di nuovi bandi». Almeno 5 concessionari hanno un avviso di decadenza sulle loro spalle, ricorda Ferrara «ma tra ricorsi e gradi di giudizio ci vogliono anni». Così come per fare nuove gare, conclude il consigliere. D’altronde il Piano di utilizzo degli arenili non è ancora approvato. Insomma il destino del lungomuro appare incerto nonostante le promesse di Raggi di ripristinare la legalità.

ostia lungomare

Legambiente boccia comunque la proposta: «Rischia di diventare una sanatoria — spiega il vicepresidente nazionale Edoardo Zanchini — Ci sono due cose che non vanno: quei muri sono illegali e quindi devono essere abbattuti. Punto e basta. E non bisogna dare ai balneari la possibilità di continuare ma semmai di partecipare a nuove selezioni, una volta ripristinata la legalità e approvato il nuovo Pua con regole diverse che liberino il mare e lo facciano diventare un bene comune».

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