Opinioni

Luigi Di Maio ha deciso che si va al voto perché Salvini sei anni fa ha detto “mai con Berlusconi”

La premiata forneria Di Maio ha già chiuso i battenti. Oggi su Facebook il Capo Politico del M5S, dopo aver tentato di trattare contemporaneamente con il PD e con la Lega Nord ha deciso di rinfacciare a Matteo Salvini tutta la sua incoerenza. In un post su Facebook Luigi Di Maio ha scritto che «Non è possibile nessun governo del cambiamento con Berlusconi e il centrodestra. Salvini ha cambiato idea e si è piegato a lui solo per le poltrone. Si torni subito al voto!». La “prova” come sempre è qualcosa che non ha nulla a che fare con la situazione attuale, visto che è un post di sei anni fa. E chissà come mai questo post viene fuori solo ora, a due mesi dal voto e dopo un mese di strategia dei “due forni”.

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Segue uno screenshot del luglio 2012 in cui Salvini scrive che nessun leghista è disposto a puntare ancora su un’alleanza con Berlusconi perché la gente della Lega “non ne vuole sapere di un ritorno in campo di Silvio Berlusconi”. Sei anni fa Salvini diceva che se Berlusconi fosse tornato a correre per le elezioni lo avrebbe fatto senza la Lega Nord. Parole senza conseguenze visto che a tutte le tornate elettorali delle amministrative la Lega si è presentata alleata con Forza Italia (ad esempio nel 2015 in Liguria con Toti) oppure Berlusconi ha sostenuto la corsa dei candidati leghisti (sempre nel 2015 in Veneto con Zaia).

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Anche nel 2013 Salvini ha pubblicava un altro dei suoi famosi attacchi a Berlusconi. Il leader di Forza Italia era appena stato condannato a quattro anni e Forza Italia – particolare non proprio di poco conto – sosteneva il governo di Enrico Letta. L’imbarazzo quindi non era tanto per la condanna di Berlusconi quanto per il fatto che “i kompagni del PD” fossero alleati di governo con un condannato in via definitiva. Ma prima ancora di Salvini già Umberto Bossi aveva avuto modo di dire in più di un’occasione “mai con Berlusconi”.

Il povero Di Maio però nel sottolineare l’incoerenza altrui dimentica di ricordare tutte le volte che il MoVimento 5 Stelle ha attaccato la Lega Nord oppure ha detto che non avrebbe mai fatto un’alleanza di governo con il Partito Democratico, simpaticamente definito “La Piovra”. Delle due l’una: o i pentastellati non sono stati sinceri e onesti quando hanno cercato di arrivare ad un accordo di governo (il “contratto”, come lo chiamano nella loro neolingua anti-inciuci) con la Lega o con il PD oppure il 4 marzo 2018 è una data che sancisce la definitiva perdita della verginità politica.

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Del resto ormai è chiaro che il M5S è un partito come gli altri. Nel 2015 Di Maio chiedeva agli elettori romani di metterli alla prova promettendo di aver trovato (grazie a Daniele Frongia) «un miliardo di euro di sprechi e privilegi che ogni anno il Comune d Roma spende inutilmente». A quasi tre anni da quell’annuncio (e a poco meno di tre dalla liberazione di Roma da parte dei pentastellati) di quel miliardo – che nel frattempo dovrebbero essere diventati tre miliardi di euro – non c’è traccia. Forse è per quello che il Comune di Roma non ha i soldi da investire in trasporti, scuole, servizi sociali e tanto altro? E sarà sempre per quello che da quasi un anno il consigliere comunale Enrico Stefàno promette che la stazione della Metro C a San Giovanni “sta per aprire”? Prima di rinfacciare l’incoerenza altrui Di Maio dovrebbe guardare in casa propria. E se proprio ritiene che Salvini ha cambiato idea “solo per le poltrone” e che quindi si deve andare al voto perché Salvini è “incoerente” sarà opportuno chiedere le elezioni anticipate anche per il Comune di Roma.