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L'Ufficio Parlamentare di Bilancio spiega a Meloni perché è sbagliato alzare il tetto ai contanti

neXt quotidiano|

Tetto ai contanti, Giorgia Meloni

Un grafico abbastanza semplice da leggere, con ascisse e coordinate che danno vita a una linea retta contornata da punti. Punti che rappresentano le Regioni e la “correlazione” tra l’utilizzo del contante e la stima dell’economia non osservata (il cosiddetto “sommerso” o “evasione fiscale”). A redigere questa relazione, basata sulle principali indicazioni contenute all’interno della Legge di Bilancio del 2023 approvata dal Consiglio dei Ministri (e che dovrà essere convertita in sede Parlamentare entro la fine dell’anno per evitare l’esercizio provvisorio), è stato l’Ufficio Parlamentare di Bilancio. Ed è lì che appare evidente come l’innalzamento del tetto ai contanti (dai 2mila odierni ai 5mila a partire dal 1° gennaio) rischi di provocare un abuso da parte di chi vuole eludere il Fisco.

Tetto ai contanti ed evasione, il grafico dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio

Il grafico, contenuto all’interno dell’audizione della Presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB), Lilia Cavallari, davanti alle Commissioni bilancio di Camera e Senato riunite in seduta congiunta, mostra un dato inequivocabile e un fattore critico già sollevato dopo l’approvazione – in Consiglio dei Ministri – del testo base della Legge di Bilancio. In particolare, si sottolinea un aspetto:

“La letteratura economica è pressoché concorde nel sostenere che l’aumento dei pagamenti in contanti possa comportare un incremento dell’evasione. La figura 6 evidenzia che le regioni italiane dove l’utilizzo del contante è più diffuso sono anche quelle in cui si stimano i maggiori livelli di evasione dell’IVA”.

La figura 6 citata è quella presente nel grafico che mostra come le Regioni italiane in cui è più diffuso l’utilizzo del contante sono le stesse in cui si registra un maggior livello di sommerso (anche se con qualche piccola eccezione). E nella stessa relazione si fa riferimento ad altre analisi già effettuate nel recente passato:

“Misure volte a limitare l’utilizzo del contante potrebbero svolgere un ruolo positivo nella lotta conto l’evasione e il riciclaggio. Da uno studio di Giammatteo et al. (2022) emerge che l’aumento del tetto ai contanti varato con la manovra del 2016 (da 1.000 a 3.000 euro) ha avuto l’effetto collaterale di far crescere l’economia sommersa. Un’analisi di Russo (2022) conclude invece che l’abbassamento adottato a fine 2011 (da 5.000 a 1.000 euro) ha contribuito a far calare l’evasione, soprattutto nei settori in cui la propensione a evadere è più alta”.

Una posizione che si aggiunge alle contestazioni già emerse nei giorni scorsi (anche quelle sulla soglia minima per far scattare l’obbligo, da parte dell’esercente, di accettare pagamenti elettronici), anche da parte della Corte dei conti.