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La Corte dei conti boccia la manovra del governo su condono, contanti e pos

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Secondo il presidente di coordinamento delle Sezioni Riunite della Corte dei conti, Enrico Flaccadoro, la misura riguardante il pos presente nella legge di bilancio del governo Meloni è un provvedimento non coerente con l’obiettivo di contrasto all’evasione fiscale previsto dal Piano nazionale ripresa resilienza (Pnrr). La legge prevede infatti l’obbligo di accettare pagamenti con carta di credito o Bancomat soltanto sopra i 60 euro, e senza incorrere in sanzioni se si vieta il pagamento con carta di credito al di sotto di questa cifra.

Le perplessità di Flaccadoro e della Corte dei conti sulla legge di bilancio del governo Meloni

Flaccadoro ha espresso le proprie perplessità su alcune parti del testo durante l’audizione sul documento redatto dall’esecutivo. «L’innalzamento del tetto dei pagamenti e in particolare la non sanzionabilità dei rifiuti ad accettare pagamenti elettronici di un determinato importo possono risultare non coerenti con l’obiettivo di contrasto all’evasione fiscale previsto nel Pnrr e con Riforma dell’Amministrazione fiscale prevista dal Pnrr, nell’ambito della quale la Missione 1 prevede specifiche misure volte a contrastare l’evasione fiscale» ha spiegato Flaccadoro. Durante l’audizione il presidente della Corte dei conti ha detto che si tratta di una legge di bilancio «di dimensioni rilevanti, superiori a quelle degli ultimi anni» e che «tuttavia permangono elementi di incertezza sul quadro di finanza pubblica modificato dalla manovra». Il problema principale, ha spiegato Flaccadoro, è che molte delle misure pensate dal governo Meloni e inserite nella legge di bilancio dipenderanno, secondo la Corte dei conti, da variabili esterne, prima fra tutte il tasso di inflazione ma anche dai «tempi di rientro dell’emergenza energetica».

Anche le misure sul condono allargato previsto dalla manovra rischia, secondo la Corte dei conti, di «attenuare l’effetto deterrente esercitato dalle attività di controllo e di riscossione, inducendo in molti contribuenti, anche non gravemente colpiti dalla crisi indotta dalla lunga pandemia e dall’eccezionale aumento dei costi dei prodotti energetici, il convincimento che il sottrarsi al pagamento dei tributi possa essere notevolmente vantaggioso».

La Corte dei Conti si è espressa anche sulle modifiche apportate dal governo Meloni al Reddito di Cittadinanza, sostenendo, come riporta TGCOM 24, che la distinzione dei percorsi di contrasto della povertà e di inclusione lavorativa nella riforma del reddito di cittadinanza è «necessaria» e «fortemente condivisibile».